Genova Capitale italiana del libro 2023. Con San Salvo (Ch) l’Abruzzo arriva in finale

di Fausto D'Addario | 09 Marzo 2023 @ 12:50 | CULTURA
capitale del libro 2023
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La Capitale italiana del libro 2023, giunta alla sua quarte edizione, è la città di Genova, per l’ampiezza e l’organicità della sua proposta culturale, pure in presenza di altri progetti qualitativamente elevati e meritevoli di attenzione. Queste le motivazioni: “la scelta ha tenuto presente i programmi di valorizzazione e integrazione, tanto dell’articolato sistema bibliotecario del territorio comunale, quanto più in generale delle collezioni del patrimonio storico, artistico e letterario, attraverso iniziative che vanno dalle visite virtuali delle strutture bibliotecarie, alle mostre contemporanee; dalle attività formative del corpo docente, al coinvolgimento di giovani e anziani nei programmi di lettura. Sono state anche apprezzate le iniziative già consolidate del Festival della Storia e quello della Scienza, fino alle mostre dell’editoria e alle fiere del libro, che contribuiscono a rendere il libro anche strumento di crescita civile e integrazione sociale. In particolare poi è stata apprezzata la capacità di fare sistema attraverso energie pubbliche e private in grado di contribuire alla realizzazione di un programma idoneo e generale un ritorno per la città sia di immagine sia in termini economici”.

Sono intervenuti alla cerimonia di proclamazione della città vincitrice, moderata da Emanuele Molino, il Ministro della Cultura Gennario Sangiuliano, Marino Sinibaldi, presidente del Centro per il Libro e la Lettura, Paola Passarelli, a capo della Direzione generale Biblioteche e diritto d’autore e il presidente della giuria Francesco Perfetti.

Dalle 14 città candidate, sono state selezionate sei città finaliste, che hanno mandato un video promozionale per promuovere la propria candidatura: Firenze, Genova, Lugo, Nola, San Quirico d’Orcia, San Salvo. In videocollegamento i rispettivi sindaci, in attesa di conoscere il vincitore.

Emanuele Molino ha evidenziato l’importanza del libro e della lettura, al cuore dell’evento, con la nota citazione attribuita a Cicerone: “se accanto a una biblioteca avrò un giardino, non mancherò di nulla”. Diffondere la lettura può servire a rendere “le nostre citta e noi stessi, non necessariamente un giardino, ma un luogo migliore da abitare, più condiviso”.

Marino Sinibaldi ha sottolineato la necessità di “creare intorno al libro e alla lettura delle reti territoriali”, capaci di sostenere “la passione, il piacere personale, o il lavoro di piccoli e grandi gruppi impegnati per la lettura”. Ha ricordato come il Centro del libro e della lettura sia un’istituzione autonoma del Ministero della Cultura, con il fine di promuovere “il libro e la lettura come elemento di crescita personale, di coesione sociale e di consapevolezza della cittadinanza”. Da anni l’impegno di favorire sul territorio la creazione di patti della lettura, ossia impegni che le istituzioni locali, le associazioni di volontariato e le amministrazioni pubbliche prendono per sostenere il libro e la lettura. “Attualmente in Italia sono 730 i patti per la lettura, che riguardano 890 comuni”: più di un comune su dieci.

Nel suo appassionato intervento Paola Passarelli ha rilevato come la lettura sia “una leva fondamentale, affinché la cultura si diffonda in maniera capillare per le nuove generazioni”. La lettura è un’attività che entra in gioco nel momento del bisogno, come ha evidenziato la pandemia: “non è un caso che i dati di lettura siano aumentati”. Anche se l’Italia non è nella top five per quanto riguarda gli indici di lettura, a causa di una mancanza di dedizione e investimento fatto nell’ambito delle scuole. E poi il riferimento a San Salvo, le cui onde che si infrangono sulla spiaggia, diventano metafora degli effetti della lettura: “Ho visto un’immagine fantastica nel video, questo mare e poi questa onda che si ritraeva. E nel mio immaginario è proprio così, quando leggiamo un libro: dopo che abbiamo letto un libro, non siamo più le stesse persone di prima. È proprio come l’onda che lascia dietro di sé la risacca”. Quella della Capitale italiana del libro è una grande iniziativa, “perché lo Stato incontra le realtà locali degli enti territoriali e incontra associazioni, fondazioni… un connubio tra il pubblico e il privato”. Se è vero che vi sono per la città beneficii economici, è anche vero che poi le stesse realtà territoriali negli anni successivi continuano a investire motu proprio risorse economiche per la lettura, essendo “l’editoria in Italia è uno dei settori dal punto di vista economico molto importante”.

Francesco Perfetti non ha nascosto la difficoltà di operare una scelta tra le candidature, visti “i progetti articolati, suggestivi, innovativi, attenti alle nuove tecnologie, redatti con grande passione nel voler valorizzare il patrimonio librario e bibliotecario, spesso con il più ampio patrimonio culturale.” In tutti i progetti i l libro era il soggetto privilegiato: fiere, mostre festival, incontri, conversazioni e pubbliche letture: tutte iniziative per favorire la passione per la lettura, in modo da trasformarla “in efficace strumento di inclusione sociale e di partecipazione civile e politica”. Il titolo di Capitale del libro “è stato percepito come un fiore all’occhiello”, essendo emerso che la partecipazione alla selezione era stata frutto non di una semplice decisione politica, ma dalla mobilitazione delle energie locali, per dare lustro alla citta e al territorio. Questo è valso “soprattutto per quelle realtà minori, che pure sono state in grado di canalizzare energie e stilare progetti apprezzabilissimi”.

Prima della proclamazione del vincitore, il Ministro Sangiuliano ha creato un’atmosfera di suspense, con alcune note personali: “qualcuno che pensava di criticarmi – ma secondo mi ha fatto un complimento – ha detto che io sono espressione di una cultura molto libresca. E io sono orgoglioso di ciò. Chi mi conosce, sa che colleziono libri”. E visto che sui mezzi pubblici sono sempre meno le persone che leggono e sempre più le persone con lo smartphone in mano, l’impegno personale: “io stesso mi sono imposto come disciplina personale, quella di cercare a leggere almeno un libro al mese”. E si ritorna di nuovo all’immagine del mare di San Salvo: non siamo più gli stessi, perché “in noi si sono inoculati concetti e nozioni e stati d’animo che prima noi non avevamo, che non vivevamo. Io ho riletto tutte le cose che mi facevano leggere al liceo, perché magari non le apprezzavo, a cominciare dai Promessi Sposi. E chi e stato con me in questi quattro mesi al Ministero, sa che ogni tanto me ne vado nella bellissima Biblioteca della Crociera, a vedere qualche libro”.

Infine l’intervento di Marco Bucci, sindaco della città vincitrice di Genova, che “commosso, contento e orgoglioso”, per la vittore del progetto “Genova, parole spiegate”, che ha chiesto agli altri sindaci delle città finaliste un dialogo in futuro, come “esempio di integrazione a livello nazionale”.

Anche il Ministro Sangiuliano incontrerà i sindaci delle altre amministrazioni, per creare un momento corale di collaborazione e premiare i loro sforzi.


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