Gare pubbliche di ingegneria, l’analisi dell’Oice e l’impatto del Pnrr

di Redazione | 17 Maggio 2022 @ 15:50 | ATTUALITA'
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ROMA – Il primo quadrimestre 2022 si chiude con un calo del 43,3% nel numero dei bandi, ma con una crescita del 47,2% nel loro valore rispetto al 2021; il valore medio a bando è cresciuto del 159,5%.

Ad aprile però la situazione sembra in miglioramento anche se va ben sottolineato che è soltanto grazie ai maxi appalti di Invitalia che il valore risulta in aumento: ad aprile infatti sono state pubblicate 264 per un valore di 229,9 milioni di euro; rispetto a marzo il numero sale dell’8,6% e il valore del 119,5%.

    Il confronto con aprile 2021 mostra il calo del 41,2% nel numero, ma una crescita del 149,7% nel valore, un aumento che si colloca al secondo posto dal 2014, dopo i 331,6 mln di dicembre 2020, grazie ai 101,8 mln in 27 gare, per interventi a valere su risorse del PNRR, di Invitalia (in particolare per il PINQUA), e ai 60,0 mln in 9 gare per accordi quadro della regione Sicilia, che insieme raggiungono il 70,5% del totale.

    Ad aprile risalta infatti anche il dato degli accordi quadro per servizi di progettazione sono stati 37 per un valore di 105,8 milioni di euro, sul totale dei bandi hanno raccolto il 14,2% del numero dei bandi e il 46,0% del valore totale.

    Si conferma invece la riduzione della trasparenza nella fascia sotto soglia e in particolare da 0 a 139.000 euro, visto che negli ultimi undici mesi (giugno 2021- aprile 2022), rispetto agli undici mesi precedenti (luglio 2020 maggio 2021) il numero dei bandi sotto la soglia dei 139.000 euro è calato del 40,2%. La riduzione delle gare ha inizio con l’entrata in vigore a maggio 2021 del decreto n. 77 sulle semplificazioni PNRR, che ha innalzato la soglia per gli affidamenti diretti a 139.000.

    “Siamo in un momento veramente difficile e contraddittorio, i dati del nostro osservatorio ci muoverebbero all’ottimismo, ma il contesto politico ed economico determinato dalla guerra in Ucraina prefigura un quadro fosco – ha commentato il presidente dell’OICE, Gabriele Scicolone a corredo dei dati dell’Osservatorio Oice-Informatel – bene fa il Governo ad insistere perché l’UE accresca gli sforzi per fermare la guerra, ma occorre anche mettere in campo tutto quanto possa attenuarne il drammatico impatto sull’economia del Paese; diversamente, dopo il boom di questi ultimi anni per il settore dei servizi tecnici (legato anche al Superbonus 110%), ci troveremo di fronte ad una brusca frenata. Positivo il dinamismo delle gare per interventi del Pnrr, che iniziano a decollare; rimane di fondo la sensazione, confermata anche dalla Corte dei conti, delle possibili difficoltà a rispettare i tempi per molte amministrazioni soprattutto al Sud. Per noi la ricetta è l’utilizzo di supporti ai Rup forniti da terzi, ma prendiamo atto che si continua con la scelta dell’in house.

    Per il Presidente Scicolone esistono poi anche molti problemi applicativi da risolvere: “raccogliamo forti preoccupazioni legati a molteplici criticità operative di cui, in attesa della riforma del codice, qualcuno si dovrebbe fare carico. In primo luogo, ad esempio, l’utilizzo del criterio del prezzo più basso sia sotto i 139.000 euro, sia per l’affidamento di servizi tecnici per gli interventi della ricostruzione post- sisma 2016, che certamente avranno ripercussioni sui profili qualitativi. Occorre intervenire perché, come è noto, la fretta non è buona consigliera (per la qualità dei progetti). In secondo luogo studi e società hanno sempre più difficoltà a tenere sotto controllo i costi della commessa quando le stazioni appaltanti chiedono, ad invarianza di prezzo, dopo gare con ribassi sempre cospicui, tante e tali prestazioni aggiuntive da configurare quasi un nuovo contratto. Infine sul fronte della direzione lavori e in relazione all’adeguamento dei prezzi dei lavori, anche prima della pubblicazione del decreto è emersa fortissima l’esigenza di fare seguire rapidamente circolari applicative sulla norma dell’imminente decreto “aiuti” che siano di guida ai direttori dei lavori. Rimane poi la forte carenza di personale qualificato che le nostre società, anche in relazione alle richieste da soddisfare con gli accordi quadro, faticano a trovare.”


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