Furti a Roio, interessati il Prefetto e il Comune dell’Aquila

Dalle questure

di Alessio Ludovici | 06 Febbraio 2024 @ 05:00 | CRONACA
Roio, ormai è caccia ai ladri.
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L’AQUILA – A chiedere un incontro al Prefetto è stato il consigliere comunale, originario di Roio, Stefano Palumbo, Pd. In consiglio comunale, invece, è stata la consigliera Claudia Pagliariccio, Fdi, a portare l’attenzione sul tema furti. L’esponente di maggioranza ha in particolare chiesto di accelerare gli iter di due interventi già richiesti alla giunta con un ordine del giorno di due anni fa in cui si chiedeva la video-sorveglianza all’ingresso delle frazione e il rafforzamento dell’illuminazione pubblica. Sono questi gli ultimi sviluppi rispetto alla serie di furti e tentati furti che stanno interessando le frazioni della piana.

Tutto è cominciato lo scorso lunedì, due furti in due abitazioni diverse, a Roio Piano e Santa Rufina. L’orario dei colpi è quello statisticamente più diffuso, il tardo pomeriggio sera quando i ladri possono più facilmente capire, dalle luci spente, se chi risiede in casa è fuori o meno. Qualche giorno di pausa, poi il venerdì sera altri due colpi, sempre a Santa Rufina, in abitazioni praticamente adiacenti alla prima a testimoniare che i ladri non si fanno troppi scrupoli.

Nessuna psicosi insomma, i ladri ci sono e hanno colpito più volte. E’ dopo i furti del venerdì che la gente delle frazioni di Roio ha cominciato a preoccuparsi. Proprio dopo i furti di venerdì è nato un gruppo whatsapp per attivare il più classico dei monitoraggi comunitari. Quello che una volta si faceva a voce o tramite telefono, per buttare un occhio sulla presenza di macchine e persone strane in giro e in caso avvertire. Sono del resto le stesse forze dell’ordine in questi a casi a dire di fare caso a movimenti che possono sembrare strani. Una pratica vecchia come il mondo e che rientra perfettamente in quel concetto controllo di vicinato che anche il nostro ordinamento, seppur in forme organizzate e stabilite con chi di dovere, ormai prevede.

A Roio c’è anche chi si è spinto un po’ più in là, invitando la gente a recasi in questo o quel posto per cercare o fermare eventuali malviventi. E questo, va detto, è sbagliato. Con il fai da te si possono generare situazioni fuori controllo ed esporre le persone a rischi inutili. Le azioni di polizia, quali che esse siano, sono una prerogativa delle forze dell’ordine e questo è uno dei capisaldi degli stati di diritto.

Tornando alla cronaca, sabato scorso, infine, un nuovo tentativo di colpo, a Roio Piano. Le modalità sono sempre le stesse: il trapano per bucare e porte, nei fori quindi si infilano le stecche in modo da aprire direttamente dall’interno.

Per fortuna nei giorni scorsi nessuno si è fatto male, ma dei colpi commessi dai ladri almeno tre sono avvenuti con la gente in casa e questo ha oltremodo fatto aumentare la legittima preoccupazione delle persone.

Ipotesi sui malviventi, come sempre, ci sono ma tutte da verificare. I furti in casa restano uno dei crimini più diffusi del paese. E’ del resto il reato più semplice. Pochi i rischi, raramente si incontrano i proprietari e in qualche minuto si è fuori di casa. Il bottino, al contrario, è sempre importante: ai topi d’appartamento bastano tra i due e quattro minuti – questa la media che riportano le statistiche – per portare via gioielli, preziosi e ori.

I consigli delle questure e degli esperti sono sempre gli stessi. Far capire che si è in casa perché statisticamente la stragrande maggioranza dei furti avviene quando non c’è nessuno. Non lasciare intendere, insomma, che la casa sia incustodita. I segnali che i malviventi adocchiano sono sempre quelli, la posta accumulata in una cassetta, un giardino maltenuto, le luci spente, l’assenza di rumori e via dicendo. Occhio anche all’utilizzo dei social dai quali i malintenzionati possono reperire informazioni preziose sulla presenza in casa.

I ladri poi tendono ad evitare le abitazioni in cui è palese la presenza di deterrenti di varia natura, come allarmi o telecamere. Anche i cani da guardia fanno il loro lavoro e permettono comunque quella la basica attenzione a quello che succede in un posto. C’è chi si lamenta del loro abbaio ma, soprattutto nelle zone rurali dove abitazioni e boscaglia si confondono, l’allerta data da un cane, ben gestito e addestrato ad abbaiare quando qualcuno entra in giardino, può fare la differenza tra l’accorgersi o meno della presenza di qualcuno.

Il resto, come detto, spetta alle Forze dell’Ordine. Difficile per loro stare dietro a tutte le priorità ed emergenze ma c’è chi chiede una presenza maggiore sul territorio.


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