Frullo (Confsal): “La reinternalizzazione dei servizi Asl non è più rinviabile”

di Redazione | 22 Gennaio 2022 @ 11:49 | ATTUALITA'
Fabio Frullo
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L’AQUILA – “La reinternalizzazione dei servizi Asl non è più rinviabile. Avviare una riflessione concreta sull’argomento, a livello regionale e locale, è necessario non solo per una stabilizzazione del personale ma anche per aumentare la qualità dei servizi offerti ai cittadini, sopratutto in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo”.

Lo dichiara il segretario generale L’Aquila della Confsal (Confederazione generale sindacati autonomi lavoratori), Fabio Frullo.

“La buona gestione delle politiche del personale e una vera lotta a tutte le forme di esternalizzazione devono essere gli obiettivi prioritari di una buona Asl in quanto l’esercizio di funzioni istituzionali sanitarie non può più essere esercitato attraverso gli appalti dei servizi né tantomeno attraverso le tante consulenze esterne che appesantiscono il bilancio dell’azienda – aggiunge Frullo -. Da tempo la Confsal combatte su queste tematiche e non può che registrare come positive le attuali prese di posizione delle altre OO.SS. e delle forze politiche che sostengono questi principii. Infatti, in questo territorio, le privatizzazioni dei servizi pubblici hanno da sempre preservato posizioni di rendita e di potere nelle mani di pochi a discapito delle condizioni di lavoro e della qualità dei servizi offerti”.

Per Frullo “I tanti lavoratori delle cooperative che oggi svolgono servizi ineludibili per conto della ASL non hanno più certezze e condizioni soddisfacenti di lavoro.
In questo quadro, proprio al fine di garantire la stabilità lavorativa e la qualità dei servizi erogati, diventa di primaria importanza la ricerca di strumenti normativi finalizzati alla stabilizzazione del personale precario e del personale delle tante cooperative che, con grande sforzo, continua a prestare un lavoro fatto di molte ore e, molto spesso, sottopagato e non riconosciuto. Una battaglia per il lavoro ma anche di civiltà che deve coinvolgere tutte le forze sindacali e politiche per l’affermazioni di diritti orami non più rinviabili”.

“Prevedere il divieto per legge regionale di procedere alle esternalizzazioni dei servizi e delle consulenze rappresenta un primo passo per ripristinare una condizione lavorativa degna di questo nome così come stabilizzare il personale medico e sanitario precario non può che rappresentare un atto dovuto nei confronti dei lavoratori e degli utenti e così come prevedere dotazioni organiche minime di dipendenti a tempo indeterminato, al di sotto delle quali è vietato per legge disvolgere attività e di erogare servizi sarebbe l’inizio di un nuovo percorso in sanità non più rinviabile”.


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