Dopo l’investimento da 2,2 milioni di euro per la riqualificazione delle strade e degli spazi pubblici del centro storico, il Comune dell’Aquila deve programmare anche il futuro delle frazioni, dove la ricostruzione privata è in fase avanzata.
È quanto chiedono i consiglieri comunali della Federazione “Il Passo Possibile”, Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia, insieme ad Americo Di Benedetto e al presidente dell’associazione civico-politica Fabrizio Ciccarelli.
Per gli esponenti del gruppo, l’intervento sul centro storico rappresenta “senza dubbio una buona notizia”, perché dopo la ricostruzione degli edifici è giusto occuparsi della qualità degli spazi circostanti, dalle pavimentazioni all’accessibilità, dal verde all’arredo urbano.
La questione, secondo Il Passo Possibile, è capire quando lo stesso principio verrà applicato anche alle frazioni.
“Non intendiamo mettere in contrapposizione il centro storico e le frazioni”, precisano, “ma chiediamo che il principio su cui si basa l’intervento sul centro venga applicato a tutta la città: la ricostruzione degli edifici deve essere accompagnata dalla riqualificazione degli spazi pubblici”.
Secondo i consiglieri, i dati sulla ricostruzione privata indicano che nelle frazioni questa fase si sta avvicinando sempre di più.
Dai monitoraggi dei mesi scorsi, relativi alle liquidazioni delle pratiche di ricostruzione privata, emergerebbe infatti una realtà precisa: la ricostruzione privata nelle frazioni è ormai in una fase sempre più avanzata.
Il rischio, sostengono, è arrivare alla fine dei lavori sugli edifici senza aver programmato adeguatamente gli interventi sugli spazi circostanti.
Il riferimento è alle situazioni ancora presenti in alcune frazioni, dove parti interamente ricostruite convivono con fili e impianti provvisori appesi alle facciate, strade interne segnate dal passaggio dei mezzi di cantiere, marciapiedi e spazi pubblici da ripristinare e riqualificare.
Per Il Passo Possibile è necessario intervenire sui sottoservizi, mettere ordine alle reti, ripristinare le pavimentazioni e restituire alle comunità spazi pubblici dignitosi, senza dimenticare l’eliminazione delle barriere architettoniche.
“Non stiamo chiedendo di rifare le frazioni mentre la ricostruzione è ancora in corso”, spiegano. “Chiediamo al Comune di programmare oggi ciò che dovrà essere fatto domani, partendo proprio dai territori dove la ricostruzione privata è più avanzata”.
La questione, secondo i firmatari della nota, non riguarda soltanto il decoro.
Le frazioni dell’Aquila, sostengono, subiscono da anni un progressivo impoverimento demografico e sociale. Per contrastare lo spopolamento, aggiungono, è necessario tornare a considerarle non come semplici luoghi nei quali ricostruire abitazioni, ma come comunità da rendere nuovamente attrattive e vivibili.
Una piazza riqualificata, una strada sistemata, un marciapiede accessibile, un’area verde curata, un’illuminazione adeguata o uno spazio di aggregazione vengono indicati come interventi non secondari, ma parte integrante della qualità della vita.
Per questo Il Passo Possibile chiede all’amministrazione comunale di avviare un programma di riqualificazione degli spazi pubblici delle frazioni, collegato allo stato di avanzamento della ricostruzione privata e basato sulle priorità dei singoli territori.
“Il centro storico deve tornare all’altezza dei palazzi che sono stati riconsegnati alla città”, concludono. “Le frazioni necessitano della stessa attenzione, perché anche lì, edificio dopo edificio, la città sta tornando in piedi. È il momento che il Comune non si faccia trovare impreparato”.








