L’AQUILA – Intanto gli eletti che passano da cinque del 2019 a tre del 2024. Sono Pierpaolo Pietrucci per il Pd, Roberto Santangelo per Forza Italia, Emanuele Imprudente per la Lega. Non ce l’ha fatta Alessandro Piccinini a bissare il risultato che fu di Guido Liris cinque anni fa. E non ce l’ha fatta l’altro uscente, Americo Di Benedetto.
A livello comunale Marsilio vince e aumenta i consensi rispetto a cinque anni fa. In città è al 52,73% rispetto al 51,18 del 2019. Il centrodestra migliora il risultato delle politiche, quando si fermò al 49,31% ma non quello delle comunali del 2022 quando Biondi venne rieletto al primo turno con oltre il 54%.
A cambiare in cinque anni è ovviamente la geografia politica. I rapporti di forza all’interno della coalizione di Marsilio sono stravolti. La Lega scende dal 24% all’11%. Forza Italia sale dal 9 al 16. Fratelli d’Italia dal 14 al 18. Il resto è contorno.
Per una manciata di voti il primo partito in città è però il Pd, che supera Fratelli d’Italia. La geografia del voto premia nettamente il centrosinistra in centro storico. Al di là degli aspetti “sociologici” sulle cosiddette ztl, è la spia anche delle frizioni, delle criticità segnalate dai cittadini negli anni.
La geografia del voto è chiara, centrodestra ormai solidissimo in tutte le frazioni o quasi. Poche le eccezioni, Collebrincioni ad esempio.
Il resto è la solita marea che il centrosinistra non riesce più a scalfire con percentuali che girano intorno al 60%. Paganica, Camarda, Aragno, Assergi, Filetto, Bazzano, Bagno, Civita, Monticchio, Pianola, San Gregorio, Sant’Elia fino a Gignano è praticamente un monocolore del centrodestra. Stesso discorso salendo a Roio e giù a Genzano e Sassa dove però Fratelli d’Italia, con il candidato da eleggere, forse si aspettava di più. Nelle frazioni di Preturo si fa sentire tutto il peso di Livio Vittorini che consegna a FdI le percentuali più alte della città, ben al di sopra del 30%. Al centrodestra anche San Vittorino e persino Cansatessa, la patria di alcuni candidati del centrosinistra in queste elezioni. Numeri che raccontano le difficoltà politiche del centrosinistra. Coppito resta anche saldamente al centrodestra con l’exploit di Roberto Tinari per l’Udc e Arischia anche, con in testa però la Lega grazie al lavoro, evidentemente, dell’assessore Fabrizio Taranta.
E’ sulle cinta periferia propriamente detta che probabilmente si giocheranno le prossime comunali. Lì la situazione è più incerta. Il centrodestra regge a Pettino alta, ma con percentuali più vicine al 50% e con Imprudente candidato, centrosinistra invece che riconquista aree di tradizionale consenso della classe media, da via Amiternum a Santa Barbara, via Aldo Moro, Contrada Cappelli, San Francesco e il Torrione e la Torretta. Valle Pretara va al centrodestra, Colle Pretara al centrosinistra. Più incerte le situazioni a San Sisto, Pile e Sant’Antonio.
Segnali positivi anche nel centrosinistra dunque, anche grazie ai tanti candidati di queste regionali e all’exploit di Americo Di Benedetto, non eletto questa volta, che praticamente solo con il Passo Possibile tira su quasi al 14% la lista civica di D’Amico.
Un vantaggio comunque solido, cinque punti, quello del centrodestra aquilano ma con interessanti segnali di vita degli avversari. Ora è tempo di riflessioni nelle coalizioni. Per chi amministra per capire se aggiustare qualcosa, per chi sta all’opposizione per capire dove concentrare le proprie attenzioni.








