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Francesco Mammola e la musica della solidarietà

Al San Filippo un concerto nel segno della Cordata per le Celestine

Un incontro che ha messo a confronto mondi diversi – giornalismo, cinema, musica, produzione, regia e antropologia – partendo dalla proiezione del documentario “Le note della terra”, per poi sviluppare un talk dedicato al rapporto tra cultura, identità e territorio.

L’AQUILA – Arte, cultura, ricerca e soprattutto un forte senso di appartenenza al territorio. È stato questo il filo conduttore di “Energie in movimento – Arte e cultura, motori di rigenerazione territoriale”, l’appuntamento di lunedì scorso, ospitato al Teatro San Filippo nell’ambito del Festival “Risonanze al San Filippo”, inserito nel cartellone della 732ª Perdonanza Celestiniana e nell’anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

Un incontro che ha messo a confronto mondi diversi – giornalismo, cinema, musica, produzione, regia e antropologia – partendo dalla proiezione del documentario “Le note della terra”, per poi sviluppare un talk dedicato al rapporto tra cultura, identità e territorio.

A rendere ancora più significativo l’appuntamento è stata la presenza del maestro Francesco Mammola, virtuoso del mandolino e docente di Conservatorio, riconosciuto a livello internazionale per la sua straordinaria tecnica e per la sensibilità interpretativa. Mammola, insieme agli altri musicisti, ha scelto di esibirsi gratuitamente, mettendo la propria arte a disposizione dell’evento e della città.

Un gesto che non rappresenta una novità per il musicista abruzzese, da tempo vicino alle iniziative delle monache Benedettine Celestine di San Basilio e, in particolare, agli appuntamenti della “Cordata X le Celestine”, la manifestazione di solidarietà che ogni anno coinvolge artisti, musicisti e personalità del mondo della cultura per sostenere le missioni delle religiose.

Una presenza, quella di Mammola, che nel tempo è diventata quasi una costante. La sua musica ha accompagnato più volte gli eventi organizzati per San Basilio, in un rapporto nato nel segno della condivisione e della disponibilità. Anche questa volta il maestro non ha fatto mancare il proprio contributo, scegliendo di esserci non soltanto come artista, ma come persona che riconosce nella cultura e nella musica strumenti capaci di creare comunità.

«Per tanti eventi, per San Basilio, per L’Aquila Capitale della Cultura, per la Perdonanza, sono appuntamenti ai quali tengo tantissimo e faccio del tutto per non mancare mai ogni anno», ha raccontato Mammola al termine dell’incontro, appena rientrato da Toronto.

Parole che spiegano bene il legame costruito con L’Aquila e con le iniziative che nel corso degli anni hanno saputo unire musica e solidarietà.

Nel talk, moderato dalla giornalista degli Amici di San Basilio, si sono confrontate esperienze differenti ma accomunate dalla ricerca e dalla volontà di raccontare il territorio attraverso linguaggi diversi. Con un video messaggio è intervenuto Piercesare Stagni, presidente di Abruzzo Film Commission, assente giustificato poiché impegnato per una produzione cinematografica, con lui il produttore Giovanni Zuradelli, la regista Beatrice Corti, il giornalista e scrittore Angelo De Nicola e l’antropologo Raffaele Spadano.

Corti, dopo la laurea in Psicologia, si è diplomata in Montaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e ha maturato una lunga esperienza nel settore cinematografico, collaborando con realtà come Terzo Tempo Film e 3D Produzioni. Tra i lavori ai quali ha preso parte figurano L’occhio sull’arte. Storia di Aurelio Amendola e Picasso: un ribelle a Parigi – Storia di una vita e di un museo.

Angelo De Nicola, giornalista professionista e per 36 anni caposervizio de Il Messaggero Abruzzo, ha seguito alcuni dei più importanti casi di cronaca giudiziaria abruzzese. Autore di sedici libri, ha dedicato una parte significativa della sua attività alla figura di Celestino V, mentre il suo lavoro più recente è dedicato al pittore Teofilo Patini.

Al centro del confronto anche lo sguardo dell’antropologo Raffaele Spadano, sociologo e antropologo originario di Chieti, che ha maturato esperienze di ricerca sullo spopolamento dei territori alpini con il gruppo “Montagne in movimento”, per poi tornare in Abruzzo e lavorare al progetto “Ritornanti al futuro” a Gagliano Aterno. Un percorso che mette al centro le comunità e la loro capacità di diventare protagoniste della ricostruzione e di nuove forme di sviluppo, come nel caso della comunità energetica.

Dopo il talk, spazio alla musica con il Quartetto a Pizzico Aquilano e Francesco Mammola, in un concerto che ha idealmente completato il percorso della serata: dalla riflessione alla musica, dalla parola all’ascolto.

E proprio Mammola, parlando dei suoi prossimi impegni, ha raccontato un calendario fitto di appuntamenti. “Sarò di nuovo a Scontrone con la presentazione del documentario e un concerto con il mio chitarrista Alfonso Brandi – ha spiegato – poi il fine settimana sarò in concerto a Ischia”.

A settembre torneranno diversi progetti e formazioni: dalla Benedetto Marcello al quartetto classico, passando per le collaborazioni con Piero Mazzocchetti, il duo con Alfonso Brandi, il progetto Mandolove, nel quale il mandolino viene riproposto in chiave pop-rock contemporanea, e il quartetto Benedetto Marcello, dedicato al repertorio originale per mandolino, quartetto d’archi e clavicembalo, con musiche di Vivaldi, Paisiello, Giuliano e Gaudioso.

Ma al di là del calendario concertistico, ciò che resta della serata al San Filippo è soprattutto il valore di una presenza. Quella di artisti che, anche attraverso la scelta di esibirsi gratuitamente, confermano come la musica possa diventare parte attiva di un progetto culturale e solidale.

Un modo concreto per restituire qualcosa alla propria terra e per continuare a costruire, attraverso l’arte, quella rete di relazioni che è alla base della Cordata X le Celestine e delle tante iniziative che vedono San Basilio come luogo di incontro, cultura e solidarietà. Un’energia, appunto, che continua a muoversi.