Frana A/24, Nazzarro (comitato sindaci): “Si faccia subito chiarezza”

Riaperto il tratto interessato dalla frana anche in direzione Roma. Strada dei Parchi: "Pef scaduto dal 2013, aggiornamento fondamentale per A24 e A25, colpite negli anni da calamità naturali e costruite oltre 50 anni fa"

di Marianna Gianforte | 02 Aprile 2022 @ 06:14 | CRONACA
muro frana roviano
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CARSOLI – Mancava la famosa goccia a far traboccare il vaso della pazienza dei sindaci dei Comuni abruzzesi e laziali attraversati dall’autostrada Roma-L’Aquila, che da quattro anni stanno portando avanti la loro battaglia contro i rincari dei pedaggi delle autostrade A24 e A25, in concessione a ‘Strada dei Parchi’, e per la loro messa in sicurezza.

La goccia è arrivata come un’onda anomala mercoledì 29 marzo quando nella prima parte della mattinata enormi sassi sono franati dalla montagna sulla carreggiata autostradale, all’altezza di Roviano, e adesso i sindaci chiedono ‘stop alle chiacchiere’ e che ‘venga subito fatta subito chiarezza su quanto successo’. Una controversia che vede da un lato, quasi completamente soli se non per qualche voce istituzionale o politica che si conta sulle dita di una mano,  i primi cittadini e, dall’altro, Strada dei Parchi e persino il ministero dei Trasporti (ora della Mobilità sostenibile), che da tre anni è fermo nel suo immobilismo barocco su un passaggio fondamentale per il futuro dell’infrastruttura, come l’aggiornamento del piano economico e finanziario (Pef). Interviene anche Strada dei Parchi, che nel frattempo ha riaperto il tratto interessato dalla frana anche in direzione Roma: la tratta in variante tra Carsoli e Vicovaro, ricorda la società, è stata inclusa dal commissario straordinario nella lista dei progetti più urgenti, e ci sono già disponibili i primi 800 milioni di euro; perchè, dunque, non è ancora stata cantierizzata? 

Solo per miracolo, è il caso di dirlo, oltre ad aver toccato un’auto di finanzieri, il crollo dei sassi non ha provocato incidenti molto più drammatici. Il luogo della frana era uno dei pochi lungo la tratta autostradale tra L’Aquila e Roma in cui non c’era ancora un restringimento di carreggiata, perchè tanti sono i cantieri dei lavori per la messa in sicurezza dell’autostrada che s’incontrano tra il casello di L’Aquila Ovest e sin molto oltre Carsoli, d’altra parte le autostrade A24 e A25 sono tra le più delicate in Italia da un punto di vista del rischio sismico. Ebbene, adesso anche quel tratto è limitato e si prevedono lunghi imbottigliamenti nei giorni delle feste pasquali.

Un fatto ritenuto di “una gravità inaudita” dal comitato dei sindaci. A parlare per tutti è la ‘pasionaria’ Velia Nazzarro, sindaca di Carsoli, che proprio nel giorno della frana si è trovata – come moltissime altre persone – nel caos di una viabilità completamente bloccata:

“I sindaci chiedono che venga fatta subito chiarezza su quanto accaduto mercoledì mattina. Gravissimo che sassi di quelle dimensioni siano franati su un’autostrada e sconcertante che molti rimasti sinora in silenzio si rendano conto soltanto adesso dell’importanza della sicurezza della tratta autostradale Roma-L’Aquila. La battaglia dei sindaci è partita da molto tempo, per un pedaggio giusto, non più oneroso e soggetto a continui aumenti (le autostrade A24 e A25 sono classificate come ‘di montagna’ e quindi più care, ndr) una battaglia che, però, pone al primo posto la messa in sicurezza. I fatti ci dimostrano quanto sia fragile questa infrastruttura e quanto sia strategica: è un’arteria che collega le due parti d’Italia, non può interrompersi, pena l’isolamento di una e dell’altra parte. A farne le spese sono sempre i ‘figli di un dio minore’: i piccoli borghi al di sotto di essa, i piccoli Comuni, il territorio con i suoi cittadini, una parte dei quali per vivere e lavorare ha bisogno di spostarsi su quell’autostrada. Ci vorrà molto tempo per mettere in sicurezza il costone di montagna franato, ciò significa avere a lungo nuovi disagi. Questi signori (i gestori autostradali, ndr) se ne devono render conto”.

Nazzarro sottolinea che la viabilità del circondario non riesce a sopperire alla mancanza dell’alternativa autostradale:

Gli altri collegamenti viari non sono efficienti e il passaggio per Vicovaro è troppo angusto: nel giorno della frana il traffico è rimasto bloccato a causa dell’ingorgo creato dai camion. Cosa sarebbe successo se ci fosse stata la necessità di far passare un’ambulanza? I mezzi pubblici verso Roma, zona di destinazione dei viaggiatori e dei pendolari nel 90 per cento dei casi, poi, non coprono tutti i territori; la via Tiburtina, soprattutto da Carsoli sino ad Arsoli, è strettissima e piena di curve. E non ci sono treni. Occorre agire subito, non più parole e tavoli, ma soluzioni concrete e operative”.

Soluzioni che devono venire anche dall’approvazione del Pef, il documento che fissa investimenti, costi e relative coperture anche in base al traffico previsto e ai pedaggi e che tutti i concessionari autostradali devono aggiornare ogni cinque anni per poi presentarlo al ministero dei Trasporti per la definitiva autorizzazione. Tutti i pef in Italia sono in ritardo eccetto quello di Aspi. “Il piano economico finanziario di Strada dei Parchi è fermo a 10 anni fa – tuona Nazzarro – mentre la nomina del nuovo commissario, Marco Corsini, che deve sostituire il precedente, ancora non è stata formalizzata. Un immobilismo inaccettabile“.

Intanto Strada dei Parchi in una nota diffusa nelle ore scorse in cui informa della riapertura del tratto autostradale, sollecita ora “il Comune di Roviano e gli altri enti che devono intervenire immediatamente per la messa in sicurezza del versante per scongiurare il rischio di lunghe code nel fine settimana di Pasqua. Anche questa, tuttavia, rappresenta una soluzione tampone – sostiene la società – , che non risolve alla radice il problema”. Il Governo, rimarca Strada dei Parchi ricordando l’urgenza di approvare il piano economico e finanziario,  deve “assumere decisioni, continuamente rinviate nell’arco di dieci anni. Da quando la legge 228 del 2012 dichiarò l’infrastruttura ‘strategica ai fini di protezione civile’, sancendo l’urgenza e la preminenza di una sua completa messa in sicurezza. Come per la questione dei pedaggi, della messa in sicurezza di quasi 200 viadotti e delle reti potenziate per la fauna dei parchi, tutto è rimesso all’approvazione del nuovo Pef” strumento di programmazione economica “fondamentale in particolare per A24 e A25, colpite negli anni da ripetute calamità naturali, costruite oltre cinquant’anni fa con standard ampiamente superati”. 

La tratta in variante tra Carsoli e Vicovaro, ricorda la società:

“E’ stata inclusa dal commissario straordinario nella lista dei progetti più urgenti, per cui sono già da oggi disponibili i primi 800 milioni di euro. Non si comprende cosa ritardi l’avvio dell’iter burocratico per una sua quanto più rapida cantierizzazione”.

 


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