Forgiata nel metallo. Piccoli e grandi dettagli dell’Aquila tra ‘800 e ‘900

di Alessio Ludovici | 07 Dicembre 2021 @ 06:00 | RACCONTANDO
forgiata nel metallo
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L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila ha di recente concluso il censimento delle fontane del territorio.  Monumentali e no, in pietra o metallo. Una mappatura a costo zero che viene incontro all’impegno e alle richieste di cittadini e associazioni che ne hanno fatto un punto di orgoglio, a volte, come nel caso delle fontanelle in ghisa, anche tra gli sbuffi di qualcuno. Ma l’arredo urbano otto-novecentesco è di estrema importanza storica e architettonica e le città virtuose lo tutelano strenuamente e non si limitano alle fontanelle. Paracarri, nettascarpe, balaustre, ringhiere, pensiline, lampadari e più chi ne ha più ne metta.

Raccontano un’epoca eccezionale, di persone lanciate in imprese leggendarie e grandiose, imprenditori, inventori, artisti. Gli arredi urbani sono la testimonianza del lavoro di progettisti e intagliatori e fonditori che hanno creato manufatti esteticamente belli, fatti per durare nel tempo e che da sempre la stessa popolazione ha cercato di difendere. Andrebbero censiti tutti, non solo le fontanelle e non solo quelli pubblici, ma anche quegli elementi privati di arredo pubblico come una ringhiera. Scorrendo le foto del passato, in bianco e nero, si scorgono all’Aquila tanti elementi, troppi, andati perduti, bellissime vetrine di negozi e insegne. Qualcosa è rimasto per fortuna, e anche se non ci facciamo più caso questi elementi dell’architettura fanno parte del paesaggio urbano. 

Un’epoca eccezionale che ha segnato il nostro modo di essere oggi. Di speranza, nel progresso e nelle conquiste della tecnica. Dapprima di ferro battuto è poi la ghisa a prendere il sopravvento, una lega di ferro e carbonio, la storia della siderurgia che segna l’immagine delle città a cavallo di due secoli. Ce le immaginiamo così le strade aquilane di inizio ‘900, tra carrozze, bombette e Fedora, berretti e cappellini, cappeloni e abiti femminili, grammofoni alle vetrine dei negozi, le prime pellicole o gli spettacoli al Cinema Roma, all’Orfeo o al Cinema Teatro Olimpia. 

Con la gallery che segue vogliamo provare a dare un piccolo scorcio, esistente, di un’Aquila che però non c’è più.

 


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