Forestale, lettera aperta della Ferfa ai candidati sindaci dell’Aquila

di Redazione | 09 Giugno 2022 @ 15:52 | ELEZIONI
ferfa
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L’AQUILA – La FeRFA associazione che si occupa di ambiente, nata nel 2017 subito dopo la soppressione del Corpo forestale dello Stato, ha scritto una lettera aperta ai quattro candidati sindaco della città dell’Aquila.

Ferfa  è costituita  prevalentemente da ex personale C.F.S. con formazione culturale e professionale in campo naturalistico e nella legalità dell’uso del territorio, che dispone inoltre  di decenni di esperienza e  conoscenza dei luoghi e delle esigenze delle comunità  locali

 La FerFa si pone a disposizione per una leale e fattiva collaborazione con chiunque si appresti ad amministrare con correttezza e lungimiranza il nostro Comune. Per noi  la salvaguardia, la conservazione  e la corretta fruizione del patrimonio ambientale in uso ad ogni cittadino contemporaneo, futuro, residente oppure ospite, è fondamentale in ogni luogo della nostra penisola e ancor di più nei parchi nazionali.

 Signori candidati sindaci, ci rivolgiamo a voi perché la nostra Associazione ha ricevuto tante segnalazioni da cittadini residenti nella città dell’Aquila che vi apprestate a governare,   ma anche da turisti che amano le montagne del Gran Sasso; tali persone ci hanno comunicato il sentimento di rabbia, frustrazione e impotenza nei confronti del comportamento dell’ormai grande massa di turisti che  scelgono la montagna. 

 Purtroppo  questi, sebbene sensibili alla bellezza e alle risorse dei nostri luoghi sono difatti abbandonati a se stessi e  lasciati “al fai da te” nella fruizione del territorio. Ebbene le segnalazioni vertono sull’insicurezza dilagante sulle strade di montagna, quasi sempre con carreggiate ridotte percorse da autovetture, colonne di moto e autocaravan senza soluzione di continuità.

 La situazione peggiora  pesantemente durante i mesi estivi fino a quote molto elevate, dove le strade terminano con parcheggi piccoli e insufficienti. Tutto ciò confligge con chi sceglie di godere delle aree naturali montane con  mezzi più rispettosi come la bicletta o le proprie gambe, mettendo a rischio l’incolumità personale e creando situazioni di estremo disturbo, degrado e danneggiamenti.
              Qualcuno l’estate scorsa, non a torto, ribattezzò la località di Campo Imperatore in “camper imperatore” poiché i camper erano parcheggiati dovunque, anche dove non potevano stare. E’ quindi urgentissimo, fra le mille priorità, creare posti attrezzati per sosta camper e camper service. Ovviamente non si chiede la chiusura  delle nostre belle località di montagna ma una regolamentazione razionale e attenta alle esigenze di conservazione e fruizione sostenibile, affinché nessun utente con il proprio mezzo possa  inibire la libertà di movimento in sicurezza degli altri e di godere del paesaggio straordinario che abbiamo a disposizione.

 La carenza di regolamentazione, per giunta, è paradossale e inaccettabile soprattutto nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: mancano cartelloni e segnaletica che ricordano di essere in un’ area protetta di rilievo internazionale e che ricordino o comunichino le corrette norme di comportamento. 

Purtroppo quello che si evince è l’assoluta mancanza di una cultura della frequentazione della montagna. Poiché non si può pensare che il turismo di massa, in buona fede, ne sia provvisto, ricordiamo la necessità di istituire le regole, pubblicizzarle in maniera efficace e promuovere attività di divulgazione naturalistica ed educazione ambientale che anche la scrivente associazione può mettere a disposizione. Ovviamente è necessario implementare la sorveglianza sul comportamento degli utenti sia sottoforma di controllo reciproco, direttamente proporzionale al grado di consapevolezza e sensibilità, che di presenza sul territorio, soprattutto nei periodi di maggiore frequentazione, di personale specializzato delle Forze dell’Ordine con servizi preventivamente pianificati .

  Numerose altre segnalazioni riguardano la rimozione di detrattori ambientali quali gli skilift di  Monte Cristo,  i ruderi del complesso denominato Campo Nevada in località Fossa di Paganica, Albergo di Campo Imperatore e la presenza a terra del materiale legnoso tagliato da qualche anno e lasciato sotto il tracciato della funivia del Gran Sasso, questo finisce per vanificare lo scopo per cui la pineta è stata sottoposta a taglio, ossia la sicurezza in caso di evacuazione della cabina e per  eliminare il rischio di innesco e incontrollabile sviluppo di incendio.

Ricordiamo inoltre che la difesa del territorio, soprattutto montano, dagli incendi boschivi è una esigenza fondamentale per la conservazione delle risorse ambientali e turistiche dei nostri luoghi. La crescente durata dei periodi di aridità, unita alla maggiore frequenza e dispersione delle attività umane sul territorio, aumenta esponenzialmente il rischio di vedere in breve tempo distrutta la vegetazione e le attrattive dei nostri paesaggi come purtroppo e inopinatamente stiamo assistendo negli ultimi anni da quando, in pratica, è stato soppresso il Corpo Forestale dello Stato che con la sua opera di prevenzione, competenza e presenza sul territorio contribuiva a contenere i danni arrecati dal fuoco. La pianificazione e la esecuzione preventiva delle opere di anti incendio boschivo, la predisposizione di presidi permanenti e temporanei di attrezzature e congruo personale, appositamente formato, sui luoghi maggiormente a rischio sono una condizione di assoluta priorità nella conservazione del patrimonio ambientale della comunità locale e dell’offerta turistica.
                 Numerose altre lamentele  ci sono pervenute riguardo al fenomeno in aumento, anche nelle aree protette, delll’inquinamento acustico. Si assiste spesso alla violenza sonora, gravemente impattante per gli umani e per gli animali, con assoluta mancanza di rispetto per chi abita o usa il territorio in cerca di pace e tranquillità, con musica ad alto volume e addirittura con il karaoke, anche, come da recenti episodi, a partire dalle 10 la mattina e per tutta la giornata, ininterrottamente, fino a mezzanotte.

La FeRFA si è fatta portavoce  delle segnalazioni sperando nella vostra preziosa attenzione per valorizzare il territorio del Gran Sasso.”


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