Fonti Palazzo Chigi: “martedì voto su Dpcm, non su stato emergenza”

Nuovo dpcm destinato a prorogare le norme anti-Covid in scadenza martedì

di Redazione | 12 Luglio 2020 @ 12:01 | POLITICA
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Martedì in Parlamento non si voterà la proroga dello stato d’emergenza, che scade il 31 luglio: il voto delle Aule verterà sulle comunicazioni del ministro della Salute Roberto Speranza sul nuovo dpcm, destinato a prorogare le norme anti-Covid in scadenza giustappunto martedì, 14 luglio.

La proroga dello stato d’emergenza, che dovrebbe essere estesa al 31 dicembre, avverrà con una delibera in Cdm su cui sarà il premier Giuseppe Conte a riferire alle Camere prima della scadenza dell’attuale stato d’emergenza, dunque prima della fine del mese.

Lo puntualizzano fonti di Palazzo Chigi.

Tra i rinvii previsti, come riporta il Corriere delle sera, c’è quello sulle discoteche al chiuso. Non sarà il governo a dare il via libera al ballo nei luoghi chiusi, anche se diverse regioni hanno concesso la possibilità di riaprire, provando a imporre le tradizionali regole di distanza e igiene valide già per tutte le attività commerciali aperte al pubblico.

Con il ritorno dei focolai, per il momento più concentrati sui luoghi di lavoro, l’intenzione del governo resta quella di ribadire la necessità di evitare luoghi affollati, soprattutto al chiuso. Prevista quindi una nuova stretta sulla movida, partendo di sicuro dalle regole già in vigore per il distanziamento sociale nei locali e in spiaggia. Sul tema dovrebbe arrivare anche una nuova circolare del ministero dell’Interno che chiarirà anche le modalità in cui dovranno svolgersi i controlli. Come per le discoteche, anche per le sagre e le manifestazioni pubbliche sono le regioni al momento a decidere per sé. Sul punto si dovranno esprimere nei prossimi giorni gli esperti del Comitato tecnico scientifico.

In assenza di spazio per il distanziamento sociale, nei luoghi chiusi sarà ribadito l’obbligo di indossare la mascherina. Non ci sarà invece un indicazione sui guanti, da usare in casi discrezionali, ma il cui obbligo è stato anche sconsigliato dalle Regioni nel corso degli incontri con il governo, perché i guanti usati in modo prolungato e promiscuo potrebbero rappresentare un mezzo ulteriore di contagio.

Nei locali pubblici resterà l’obbligo di controllare la temperatura corporea a tutti i clienti e al personale, con l’obbligo di restare a casa nel caso in cui venisse riscontrata febbre ad almeno 37,5°C. Confermato anche l’obbligo di rilasciare le generalità di almeno una persona per gruppo, così da poter rendere reperibili i clienti in caso di necessità.

Come già anticipato dal ministro Speranza nei giorni scorsi, sarà prorogato il divieto di ingresso per i voli provenienti da 13 Paesi fuori dall’Unione europea, anche se attraverso scali intermedi. A essere coinvolti nel blocco sono Armenia, Bahrein, Bangladesh, Kuwait, Oman, Bosnia, Macedonia del Nord, Moldavia, Brasile, Cile, Panama, Perù e Repubblica Dominicana. Agli italiani di rientro da uno di questi Paesi è concesso il rimpatrio, ma con l’obbligo di quarantena. Allo stesso modo, dovranno restare in isolamento per 14 giorni i viaggiatori in arrivo dagli Stati Uniti.


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