Fondi ricostruzione, orgoglio Pd che rilancia: “Ampliare il complementare e confermare Legnini”

di Alessio Ludovici | 07 Dicembre 2022 @ 06:00 | POLITICA
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L’AQUILA – La notizia del raddoppio dei fondi per le maggiori spese derivanti dal sisma per il Comune dell’Aquila e il cratere non è passata certo inosservata in casa Pd e non sono piaciute certe sottolineature rispetto al passato fatte dagli esponenti del centrodestra all’indomani della presentazione dell’intervento finanziario.
La risposta arriva oggi in una conferenza stampa tenuta dal senatore Michele Fina, dal coordinatore dei comuni del Cratere, Gianni Anastasio, dal consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e dai consiglieri comunali Stefano Palumbo e Stefania Pezzopane.
 
All’ex deputata Dem il compito di ricostruire la vicenda dei fondi per il terremoto: “Una inaccettabile narrazione quella di Biondi – spiega la Pezzopane – che fa partire questo processo dal governo Meloni, in questi anni tutti i governi hanno fatto un grande sforzo e nell’ultima legislatura non abbiamo avuto bisogno di carriole o proteste perché i flussi di denaro sono sempre stati coerenti”. La Pezzopane e Palumbo ricordano quindi il primo fondo programmato, con il Governo Letta che pure fu un momento difficile in termini di tiraggio dei fondi, quindi archiviata la stagione Monti e Barca, il grande finanziamento della ricostruzione con il governo Renzi, 5 miliardi, e poi i 2,75 miliardi garantiti dal Conte 2, fino al fondo complementare legato al Pnrr per altri 1,7 miliardi. Sui fondi per gli enti locali la Pezzopane ricostruisce la vicenda dal suo punto di vista: si cominciò nel 2011 con 30 milioni poi gradualmente si andò a scendere perché quella copertura era legata al processo di ricostruzione che nel frattempo andava avanti. Il Comune, chiosa la consigliera comunale democratica, l’anno scorso ha chiesto 10milioni e 10 milioni ha avuto.”
Per Pietrucci, Biondi vuole far passare l’idea comunicativamente che si sono risolti ora tutti i problemi: “E’ una cosa fastidiosa, ci sono pezzi di storia. L’Aquila ha goduto sempre di grande benevolenza e quando ci sono stati momenti a Roma in cui non si percepivano i nostri bisogni, la classe dirigente locale ha fatto sempre grande battaglie senza mai piegarsi alle bandiere di partito”.
 
Ma il Pd vuole anche rilanciare e allora ecco le proposte di Anastasio e Fina: ampliare la dotazione del fondo complementare, un miliardo di progettazioni già in corso e i cui lavori dovrebbero partire nel cratere entro fine anno. “Bisognerebbe rilanciare con un provvedimento simile per continuare su questa strada se si vuole dimostrare effettivamente un occhio di riguardo su questo territorio”.
 
“Ci aspettiamo un’integrazione di questo strumento – gli fa eco Fina – anche perché, nonostante la cifra molto significativa, abbiamo bisogno di spingere una ricostruzione ancora importante. Non sono regali, ma diritti, è stato fatto già che è stato giusto fare ma ora bisogna integrare il fondo”. Infine il dossier governance con l’appello di Fina a tenere Giovanni Legnini commissario per la ricostruzione: “Personalità di profilo istituzionale che ha svolto il suo ruolo con assoluta imparzialità. Sono persuaso che ci sarà una richiesta collettiva a Giovanni Legnini, a partire da amministratori e imprese, perché questa storia prosegua”.
 
Il senatore Dem, in una nota, è quindi tornato sulla questione superbonus: “Nelle settimane passate avevo chiesto proroga al 31 dicembre per le Cilas e sblocco immediato dei crediti. Sarebbe da ricordare a tutti che la proroga si rende necessaria per la scadenza insensata imposta dal Governo Meloni, non da Marte. Dopo tanti no che hanno fatto enormi danni vedo che la maggioranza inizia a ragionare. Siamo stati noi i primi a suggerire l’intervento di Cassa depositi e Prestiti, oggi leggo che il Senatore Liris accoglie questa proposta: bene, cambiare idea è sempre segno di intelligenza”: lo dichiara il senatore Michele Fina, segretario del Partito Democratico abruzzese. 
 
Fina prosegue: “Ma non bastano gli annunci, bisogna fare presto. Quando leggo le dichiarazioni dei colleghi di maggioranza capisco che non c’è consapevolezza della gravità della situazione. Le imprese senza crediti non restano al palo, ma falliscono. E se i cassetti fiscali non vengono smobilizzati subito, al nuovo anno in tanti non arriveranno passando il peggiore Natale. D’altronde che questa consapevolezza non ci sia è dimostrato dal pasticcio sulla scadenza del 25 novembre. Dopo aver creato questa tagliola per le Cilas e costretto condomini, imprese e professionisti a giornate di lavoro impossibili ora si fa retromarcia. Non si poteva fare prima quando lo abbiamo chiesto con forza? Chi ripaga i danni subiti di queste settimane? Comunque ora si cambia idea anche su questo e grazie alla battaglia di associazioni di categoria e forze sociali che noi abbiamo sostenuto. Bene. Speriamo si passi definitivamente dalla ‘annuncite’ a fatti concreti approvando i nostri emendamenti”. 
 

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