di Il Cavaliere di Saint-GeorgeNel famoso western di Sergio Leone “Il buono, il brutto, il cattivo” c’è una scena dove il bandito Tuco (interpretato dal grande attore Eli Wallach) cerca freneticamente la tomba dove sono nascosti 200.000 dollari in oro. Tutta la scena è esaltata dall’indimenticabile colonna sonora (l’estasi dell’oro) composta da Ennio Morricone.

Leggendo le vicende legate ai cosiddetti “fondi Giovanardi”, e in particolare lo scambio di gentilezze e querele tra l’ex Sottosegretario, il Sindaco Cialente e l’Assessore Stefania Pezzopane, mi convinco sempre più che i tre potrebbero interpretare magistralmente il remake del film del 1966.

Lascio ai lettori il piacere di assegnare ad ognuno di loro il personaggio da interpretare: Cialente, per esempio, renderebbe di più nella parte del brutto o questa spetterebbe di diritto alla Pezzopane? Giovanardi andrebbe bene nel ruolo del cattivo?

Naturalmente poi dovremmo scegliere i comprimari e i cosiddetti “caratteristi: senza andare fino a Cinecittà potremmo reclutare Mons. D’Ercole, Gianfranco Cavaliere e il prof. Traversi, che nel ruolo di Sentenza (altro grande personaggio interpretato nel film da Lee Van Cleef) sarebbe semplicemente perfetto.

Tutti comunque, protagonisti e comprimari, sono vittime di una vera e propria estasi dell’oro. Ognuno interpreta il proprio ruolo alla grande e cerca di sfilare agli altri il bottino, che invece spetterebbe di diritto alla Città di L’Aquila.

 Ognuno, invece di sparare, strepita e rilascia dichiarazioni a raffica meglio di una mitragliatrice Gatling. Tutte queste ammuine servono per distogliere l’attenzione di noi semplici cittadini e poveri ‘coglioni’ dal vero obiettivo: mettere le mani sul bottino per gestire il proprio potere locale e le proprie clientele.

Adesso Cialente querela Giovanardi dicendo che ha dato dei cialtroni a tutti gli aquilani. Naturalmente non è vero, perché l’ex sottosegretario si riferiva ai politici aquilani che non hanno presentato progetti sul sociale.

 Per mesi il Comune di L’Aquila non ha presentato alcun progetto: c’è voluto lo spauracchio del Decreto 50, che imponeva un termine per la presentazione dei progetti pena il ritiro dei fondi, per convincere la Pezzopane e Cialente a presentarli in fretta e furia. Progetti che fanno pena e non servono a L’Aquila ma assicurano, in caso di arrivo del ‘bottino’ ( i fondi), una bella gestione.

 I nostri politici aquilani hanno una bella pretesa: quella d’intascare soldi e contributi per la ricostruzione ed il sociale senza presentare né un piano di ricostruzione né un progetto. La filosofia è quella del “dateci prima di tutto i soldi (il bottino) che sappiamo noi cosa farne”.

Ma il buon Giovanardi, con la sua aria paciosa da parroco di campagna emiliano, dimentica che la stessa frenesia aurea serpeggiava all’interno della Curia: anche lì l’obiettivo era di nutrire i propri peones e le proprie clientele con il ‘bottino’ per rafforzare il potere sul territorio.

 el film di Leone la questione veniva risolta dalle colt dei protagonisti e uno di loro finiva nella fossa a mani vuote. Noi aquilani onesti possiamo sperare solo nell’intervento della Cavalleria e cioè che il prof. Monti sfili definitivamente a questo trio il bottino (ops, scusate, i fondi) e li gestisca personalmente per realizzare progetti concreti a favore della Città…

Commenti

comments