Foibe, il 3 febbraio lo spettacolo di Cristicchi all’Auditorium del Parco

di Redazione | 02 Febbraio 2024 @ 09:25 | EVENTI
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L’AQUILA – Il 3 febbraio, alle ore 21, presso l’Auditorium del Parco, con ingresso gratuito, verrà onorata la memoria delle vittime delle foibe con la performance teatrale “Esodo” dedicata agli esuli giuliano dalmati, interpretata dal cantautore, attore e scrittore Simone Cristicchi che ha curato la realizzazione del testo insieme all’artista Jan Bernas.

L’iniziativa, promossa dal Comune dell’Aquila in collaborazione con la Regione Abruzzo, è realizzata nell’ambito della XXXII edizione del Premio nazionale Paolo Borsellino che ha vissuto un primo momento di riflessione il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, con lo spettacolo “Io non ti dimentico”.

“Dobbiamo conoscere il nostro passato. È un dovere morale e una responsabilità sociale. La memoria e il ricordo sono strumenti che, se opportunamente utilizzati, possono generare armonia e confronto nelle comunità e tra le nuove generazioni. Essere consapevoli del nostro percorso storico aiuta ad indicare ai giovani la rotta di una convivenza pacifica, in cui la conoscenza è elemento di confronto e non di divisione e scontro. La commemorazione delle foibe rende onore alle vittime e a quanti furono costretti a subire l’onta dell’esodo”, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

“Il teatro è una forma alta di comunicazione – dichiara Marco Marsilio – perché è in grado di farci emozionare e di aiutarci a comprendere in profondità una pagina strappata della nostra storia, come l’ha definita il presidente Mattarella. Fatti drammatici per i quali le semplici parole non sempre sono adeguate. Simone Cristicchi svolge da oltre un decennio un importante ruolo civile nel mantenere vivo il ricordo di quegli eventi, anni in cui è stato fatto oggetto di minacce e atti di intolleranza da chi si è ostinato e si ostina ancora a negare persino il diritto alla memoria. Con lo spettacolo di oggi rendiamo onore alle vittime, a quanti furono costretti a subire l’onta dell’esodo – conclude il presidente della Regione Abruzzo – e ai numerosi eredi che l’Abruzzo accolse e che hanno caratterizzato con la loro creatività e operosità molte pagine della nostra storia regionale”.


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