Focolai Rsa, medici e operatori positivi, difficile sostituire il personale

di Matilde Albani | 17 Novembre 2020, @07:11 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Anche l’Abruzzo deve fare i conti con la crescita esponenziale di focolai Covid nelle Rsa e nelle strutture che ospitano anziani. Secondo le analisi condotte ogni settimana da ministero e Iss, infatti, i focolai di popolazioni vulnerabili rappresentano uno dei 21 indicatori presi in considerazione per la valutazione dell’impatto del coronavirus  un criterio qualitativo per valutare il rischio epidemico delle regioni. Dopo la strage degli invisibili che si è consumata tra marzo e aprile scorso, il virus si è nuovamente insinuato, non certo dal giardino nè dalle vetrate, ma stavolta dall’ingresso principale.

Tra i contagiati ci sono molti operatori sanitari, personale medico, infermieristico e Oss, personale che va in quarantena o in malattia e che non si riesce a sostituire; tutto questo con gli esisti dei tamponi che continuano a non essere comunicati tempestivamente.

Sono circa dieci i focolai nelle Rsa e in altre strutture di lungodegenza della Regione Abruzzo. La Casa religiosa per anziani Antoniano di Lanciano  dove sono stati registrati 87 casi di persone positive tra ospiti e personale, il maxi focolaio dell‘Istituto Don Orione ad Avezzano, l‘Ex Onpi a L’Aquila con circa 20 casi di positività, Villa Sorriso e Villa Dorotea  a Scoppito.

 

 

 


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