“Flash indiano”, un ragazzino finisce al pronto soccorso dell’Aquila

di Alessio Ludovici | 18 Giugno 2022 @ 06:00 | CRONACA
San Salvatore
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L’AQUILA – Frattura del setto nasale, escoriazioni multiple al volto e 4 denti scheggiati. La vittima è un adolescente aquilano che è finito al San Salvatore dopo aver provato a simulare una sorta di Flash indiano che è dei uno dei tanti nomi di un gioco piuttosto pericoloso e che consiste nell’indursi uno svenimento.

Allo svenimento, da qui il nome originario “blackout game”, si arriva attraverso tutta una fase preparatoria di iperventilazione al termine della quale si preme sulla carotide per cercare di bloccare l’afflusso di ossigeno al cervello. Nel caso aquilano l’adolescente stava simulando questo “gioco” e questo è un altro aspetto della vicenda.

I casi di ragazzi che, per simulare giocando una pratica considerata pericolosa, sono finiti in ospedale sono diversi. L’emulazione vera e propria invece è ancora più pericolosa perché, spiegano i medici, lo svenimento può provocare danni molto seri, dall’arresto cardiaco a quelli al cervello a quelli derivanti da eventuali cadute. Lo fanno per trasgressione, per dinamiche di gruppo adolescenziali, addirittura per saltare la scuola. L’Italia non è nuova all’allarme del blackout game. Se ne parla da anni, nel 2019 ci fu anche una vittima di cui si parlò molto. Diverse le vittime anche negli Stati Uniti. Giochi e fenomeni che si ripetono per decenni in realtà di cui abbiamo imparato e dimenticato i nomi velocemente ma che si trascinano nel tempo e di cui rimane memoria nella rete, spesso miseramente spettacolarizzati. La consapevolezza resta l’antidoto principale per evitare fatali stupidaggini. 


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