Fine emergenza Covid-19, Uil Pa: “Sarà l’inizio di una grave crisi nelle carceri”

L'allarme di Mauro Nardella sulla situazione all'Aquila: carenza di medici e operatori socio sanitari. L'appello al garante Cifaldi

di Redazione | 24 Febbraio 2022 @ 08:37 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – L’applauso che ha fatto seguito all’annuncio della fine dello stato di emergenza sanitaria dato da Mario Draghi nella giornata di ieri potrebbe rappresentare, invece, l’inizio di un periodo fatto di “pianti e stridore di denti” per la sanità penitenziaria e per tutti coloro i quali nelle carceri sono costretti a starci per scontare una pena o per prestarvi attività lavorativa.

Ad affermarlo è il segretario organizzativo della Uil Pa e componente della segreteria della Cst Adriatica Gran Sasso Mauro Nardella, che descrive in una nota la grave situazione nelle carceri della provincia dell’Aquila.

Alla patologica carenza di organico in ambito medico (nel carcere di massima sicurezza di Sulmona ne sono presenti solo 4 medici sui 7 previsti) si potrebbe sommare, infatti, quella degli operatori socio sanitari (il 31 marzo scade il loro contratto). La venuta meno di questa importantissima figura porterebbe a un sicuro aggravamento delle condizioni generali della sanità all’interno dei penitenziari della provincia dell’Aquila e di conseguenza dell’intero impianto carcerario. 

Con il venire meno dello stato di emergenza gli Oss non sarebbero più contemplati dalla Protezione civile e quindi non più utilizzabili in carcere.

Vale la pena però ricordare che la loro presenza in carcere si è dimostrata essere di vitale importanza. In questi lunghi mesi di pandemia questa figura professionale ha , infatti, rappresentato un vero e proprio salvacondotto.

Gli Oss hanno davvero, per utilizzare un eufemismo, salvato il salvabile all’interno degli istituti penali.

La loro presenza ha evitato, infatti, che lo sfacelo si abbattesse inesorabile sulle economie sanitarie carcerarie e di conseguenza che l’area medica collassasse.

La sanità abruzzese non può non farsi carico di questo potenziale e pericoloso scenario futuro.

Per questo motivo la Uil invita l’assessora alla Sanità Nicoletta Veri e tutta la dirigenza Asl a farsi carico della situazione e a porvi subito rimedio.

A tal proposito può essere utile invitare loro a destinare, con le modalità che la Asl saprà adottare, un’aliquota degli Oss facendo permanere le unità attuali impegnate in loco e che ben sanno cosa fare per continuare a soddisfare le esigenze dell’Amministrazione. Il tutto, nelle more dell’espletamento della procedura concorsuale aggregata (in corso di svolgimento) per le aziende sanitarie di Teramo, Lanciano-Vasto-Chieti e Avezzano-Sulmona-L’Aquila gestita dalla Asl di Teramo dalla quale sarebbe auspicabile l’assegnazione di unità presso gli istituti di pena di Sulmona (4 per 420 detenuti), L’Aquila ( 3 per 200 detenuti) e Avezzano ( 2 per 60 detenuti).

Invitiamo altresì a farsi carico della questione il garante regionale per le persone private della libertà Gianmarco Cifaldi al quale rivolgo un sentito appello affinché la vertenza della UIL trovi spazio anche nella sua agenda.

A giorni si terrà nell’istituto di pena di Sulmona un importante incontro organizzato dal segretario Uil FPL Claudio Incorvati al quale parteciperanno il segretario UIL PA Mauro Nardella, i segretari UIL FPL Claudio e Mauro Incorvati, Gianna Tollis, il responsabile Uosd Fausto Frabotta e la direttrice sanitaria Marianna Mastrodomenico. Seguirà l’assemblea con tutto il personale sanitario.


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