Il foto racconto della Fiera dell’Epifania a L’Aquila

di Fausto D'Addario | 05 Gennaio 2024 @ 19:27 | ATTUALITA'
74° edizione della Fiera dell’Epifania a L’Aquila.
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L’AQUILA – Gran pienone per la 74° edizione della Fiera dell’Epifania a L’Aquila. Lungo le strade serpentoni di bancarelle e stand illuminati vendono e promettono tante cose belle; il consueto struscio tra Piazza Duomo e Corso Vittorio Emanuele tra calze e scope, non c’è tregua nemmeno al Castello: per respirare un po’ si imbocca una stradina con un saltello. Tra arrosticini e tarallucci pugliesi, tentazioni siciliane e salami di Norcia compresi, vin brulé per scaldarsi e piadine romagnole per rifocillarsi, anche il palato più sofisticato viene stuzzicato. L’urlo di Munch sullo sfondo tra San Bernardino e la spianata con mortadella ci dà l’idea di quel mondo. Tirano i genitori i bambini, vogliono riempire le calze anche i più piccini: accanto a caramelle, praline, liquirizie e torrone, all’angolo del bancone c’è lo spazio riservato al carbone. Anzi, cenere, brace e carbone: tutti dolci a mo’ di torroni, s’intende, perché in fondo tutti son stati buoni. Penzolano aspirapolveri appesi per aria, la befana di oggi non è affatto contraria. Ma che dico, befane e befani: sì, perché tanti uomini tenevano in mano le loro scope, svettanti come stendardi o sotto il braccio come Don Chisciotte novelli. Ormai anche la befana di oggi non conosce più differenze di genere. Ogni genere di paccottiglie attira lo sguardo dei più curiosi: escono con qualcosa in mano persino i più dubbiosi. Giocattoli, tazze e bracciali; tappeti, specchi e occhiali; frullatori, pentole e coltelli; vestiti, frutta esotica e orpelli; arredamenti di vimini e bambù, e quella cosa lì? Non lo sai nemmeno tu.

È tempo di saldi, si va per negozi, è qui che si celebrano i nuovi sacerdozi. Il suono delle luminarie e la luce delle canzoni, non sono allucinazioni! Carabinieri e ambulanza, gilet gialli e finanza, ognuno alle proprie postazioni.

Non si cammina per le vie del centro, tutti vogliono stare abbracciati, tra sguardi sereni e dei baci rubati. Per un attimo ci dimentichiamo di transenne e impalcature, guerre e scocciature.

Alla messa della sera o con birra e porchetta, tutto finisce in gloria.

È L’Aquila de na ‘ote, questa è la nostra storia.


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