Fibra e sottoservizi, le criticità in commissione di garanzia. Palumbo: “L’Aquila al palo”

di Alessio Ludovici | 16 Gennaio 2024 @ 05:00 | POLITICA
sottoservizi
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Fibra e sottoservizi. Un’audizione in quinta commissione ieri, la Garanzia e controllo del consiglio comunale del capoluogo, per fare il punto su due dossier di cui sembrano essersi perse le tracce. A convocarla il presidente Stefano Palumbo che ha permesso le audizioni dei rappresentanti di OpenFiber, di Gran Sasso Acqua e del Comune dell’Aquila che, in una scorsa commissione di luglio, si era impegnato a produrre un cronoprogramma degli interventi sui sottoservizi. Un cronoprogramma è arrivato almeno per quanto riguarda il primo lotto dove il problema era che, con la riconsegna del cantiere al Comune, c’era una vacatio regolamentare per permettere l’accesso dei fornitori. Per quanto riguarda gli altri lotti, per la Gsa è stato Mario Di Gregorio ad informare brevemente sulla situazione dopo la decisione, dell’anno scorso, di rimodulare molti degli interventi da fare a causa delle difficoltà tecniche, economiche e di interferenze con la città riabitata che i lavori presenterebbero.

In tal senso, per procedere alla rimodulazione, che sostanzialmente prevede l’abbandono del progetto degli smart tunnel in alcuni tratti per ricadere sulle classiche polifore, Gsa starebbe valutando di rescindere alcuni dei contratti in essere.

“La commissione – spiega Palumbo – ha ottenuto un cronoprogramma degli ulteriori interventi che la Gran Sasso Acqua sta realizzando sul sistema di telecontrollo e antincendio, che si stima si concluda nel mese di giugno, oltre l’impegno da parte dell’amministrazione comunale a redigere entro quella data il necessario disciplinare di gestione. È tuttavia anche questa circostanza indicativa del fallimento della giunta Biondi che a fronte di tanti proclami annaspa sia in termini di visione che in capacità di azione su questioni strategiche per lo sviluppo della nostra città.

In Commissione, infine, il punto sul progetto della fibra ottica di Open Fiber. “C’era una volta “L’Aquila Smart City” – il commento di Palumbo – uno dei progetti su cui nel post-sisma la nostra città aveva deciso di investire nel complesso percorso di rilancio socioeconomico. A distanza di 15 anni si può tristemente affermare che non solo quei tanti buoni propositi sono stati archiviati ma che, da una realtà che ambiva ad anticipare le sfide tecnologiche ed infrastrutturali in ambito digitale per acquisire un vantaggio competitivo siamo diventati in alcuni ambiti fanalino di coda. Sicuramente rispetto alla copertura della banda ultralarga, limitata al momento solo alla parte della città più prossima al centro storico, ma completamente assente sulle tante frazioni del nostro territorio. Ciò, nonostante L’Aquila fosse stata uno dei primi capoluoghi in ambito nazionale a ricevere l’interesse di operatori come Open Fiber, partner insieme a Wind-Tre del progetto di sperimentazione 5G sulla nostra città, con investimenti assai significativi e accordi siglati già nel 2017. Ebbene, dopo oltre sei anni dalla convenzione siglata con Infratel Italia per la posa in opera della fibra ottica presso i nostri paesi non si vede ancora la luce né si hanno certezze sull’avvio dei lavori.”

Dalla commissione è emerso l’impegno da parte dell’assessore Colonna a organizzare un incontro tra gli uffici comunali e l’operatore di telecomunicazioni che ha presentato il progetto e che è in attesa del via libera dal Comune. “E’ sicuramente un primo risultato ottenuto – continua Palumbo -ma è davvero inaccettabile che a pagare l’inerzia dell’amministrazione siano tanti residenti delle frazioni penalizzati dalla mancata fornitura di un’infrastruttura ormai irrinunciabile.”


Print Friendly and PDF

TAGS