Festa della Chiesa Capo Quarto di S. Giusta, ancora senza luogo di culto

Passati dodici anni dal sisma e ancora nessuna notizia per il restauro

di don Daniele Pinton | 31 Luglio 2021 @ 06:30 | ATTUALITA'
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L’Aquila. Anche quest’anno, la Parrocchia Capo Quarto di Santa Giusta in L’Aquila, celebrerà la festa liturgica di Santa Giusta, giovane cristiana della città di Siponto, l’odierna Manfredonia, che fu vittima, durante le persecuzioni dei primi secoli, di un atroce martirio compiuto nella zona aquilana dell’attuale località ‘Bazzano’, nell’anno 286.

Domenica 1 agosto 2021, il Canonico don Alessandro Benzi, parroco della parrocchia aquilana a lei intitolata, presiederà una la Santa Messa in suo onore alle ore 18:00, nella chiesa di Santa Maria del Suffragio in piazza Duomo, presso cui si riunisce normalmente la comunità parrocchiale di Santa Giusta, a causa del perdurare dell’inagibilità della antica monumentale chiesa Capo Quarto a lei intitolata. Al termine della solenne celebrazione, in suffragio dei fedeli defunti della Parrocchia, verrà impartita la benedizione solenne con la reliquia della Santa Martire.

Il momento di gioia per la festa parrocchiale, che si svolgerà nel rispetto delle disposizioni governative contro il diffondersi del covid-19, è purtroppo l’occasione per constatare che dopo ormai dopo dodici anni dal sisma che ha colpito la splendida e monumentale Chiesa di S. Giusta, ciò che in danni non ha prodotto il sisma del 2009, lo sta producendo un altro sisma silente, quello della burocrazia, che ancora oggi non da spiagli certi di un inizio dei lavori di recupero e restauro della suddetta Chiesa.

Per comprendere la drammaticità della macchina burocratica, che sta producendo danni ingenti al patrimonio artistico e religioso delle zone colpite dal sisma del 2009, è utile ripercorrere le tappe più importanti del processo evolutivo di un restauro ancora lontano.

Il parroco di S. Giusta, dopo che il progetto è stato licenziato dall’Ufficio Arte Sacra dell’Arcidiocesi dell’Aquila, ha provveduto a depositare il progetto esecutivo, composto da ben 101 elaborati redatti a cura dell’Ing. Roberto Bussolotti quale tecnico incaricato, l’11 Settembre 2013 presso la Soprintendenza S.A.P. – AQ.

Da quella data in poi, per la chiesa parrocchiale di S. Giusta è iniziato un vero e proprio calvario giuridico e procedurale.

Infatti, in data 10.12.2013, il can. Alessandro Benzi, Parroco legale rappresentante, sollecitava chiedendo lo stato della pratica alla Soprintendenza e p.c. al MIBACT senza avere alcuna risposta. A fronte di detto sollecito, la Soprintendenza comunicava con nota datata 04.03.2014, confermando pertanto che il progetto era di carattere esecutivo: “Con riferimento al progetto esecutivo per il Restauro e Risanamento conservativo della Chiesa di Santa Giusta V.M. con annessa a Casa Canonica, si riferisce che il progetto, non può essere esaminato in quanto è in corso un intervento di restauro nella Chiesa di Santa Giusta, …”.

Il 18.04.2014 il Parroco scriveva nuovamente all’allora soprintendente – Arch. Alessandra Vittorini – per avere un incontro, che effettivamente poi c’è stato, per avere contezza dello stato dell’arte avendo appreso di taluni interventi anche piuttosto invasivi. Nell’esortare e chiedere gentilmente la trasmissione del progetto esecutivo agli uffici competenti per l’iter previsto dalla legge, trasmetteva – anticipando – già tutti gli elaborati in formato digitale al MIBACT.

In data 27.11.2015, dopo oltre un anno dalla nota del Parroco e dopo oltre due anni dalla presentazione del progetto, il MIBACT, nella persona del segretario regionale ad interim, l’Arch. Berardino Di Vincenzo, comunicava che detta chiesa rientrava negli stanziamenti  di “Consolidamento e restauro” per restituirla al culto ed alla cittadinanza, con riferimento: L’AQUILA–Chiesa di Santa Giusta–Lavori di consolidamento e restauro–Fondi programmazione straordinaria–Annualità 2015–Delibera CIPE n. 77 del 06/08/2015–Assegnazione di ulteriori risorse e rimodulazione delle assegnazioni di cui alla Delibera CIPE n. 135/2012–D.L. n. 163 del 12/04/2006 e DPR n. 207 del 05/11/2010–Comunicazione assegnazione finanziamento.

Il 22.08.2017, il Comune di L’Aquila, scriveva alle parti interessate, in primis il MIBACT in seno a pericoli per la pubblica incolumità generati dalla Chiesa nel centro storico dell’Aquila e tra cui proprio la Chiesa di Santa Giusta.

Nel 2018, sono seguiti incontri tra il MIBACT ed il progettista ed in particolare, con nota del Parroco del 18.06.2021, quello del 14.06.2018, in cui evidenziava le scelte non condivise che venivano poste in essere con il finanziamento statale.

Sorprendentemente con PEC del 25.06.2020, il MIBACT, richiama la Delibera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica n. 77 del 06.08.2015 comunicando che qualora ci fosse un progetto, depositato entro il 15 agosto 2015, poteva essere ora acquisito. La parrocchia con il suo legale rappresentante pro-tempore, il 04.09.2021 ha trasmesso una ulteriore nota ripercorrendo tutti i passaggi e tutto quanto si è susseguito in merito al Restauro e Risarcimento conservativo della Chiesa Santa Giusta.

Il MIBACT, ‘per vie brevi’, ha richiesto nuovamente il progetto esecutivo e con nota del 11.02.2021, don Benzi, ha trasmesso ulteriormente il CD Rom con tutto quanto richiesto.

Ad oggi si ha notizia che il progetto è in corso di valutazione da parte del RUP, Arch. Augusto Ciciotti, ma sono trascorsi già 6 mesi senza aver alcun riscontro in merito.

Chissà, se per una particolare grazia della Santa Protettrice S. Giusta, che in vita ha patito le sofferenze del martirio in onore di Cristo, la Chiesa a lei dedicata, nel Centro del capoluogo di Regione, proprio davanti a quella che fra qualche anno tornerà ad essere la sede istituzionale della Giunta Regionale d’Abruzzo, potrà per la feste in suo onore del 2022, avere date certe per un intervento risolutivo che veda finalmente l’inizio dei lavori di consolidamento e restauro, per ridare a una comunità parrocchiale tra le più importanti del Centro storico aquilano, il suo luogo naturale dove celebrare il culto, ma anche un luogo dove la collettività possa avere spazi significativi per una crescita cristiana e culturale.


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