Ferragosto, i turisti italiani salvano la stagione e, forse, scoprono L’Aquila

di Alessio Ludovici | 10 Agosto 2020, @06:08 | LIFESTYLE
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L’AQUILA – Si avvicina la settimana di ferragosto. Tradizionalmente la città si sarebbe svuotata sia di aquilani, che tornavano di solito per la Perdonanza, sia di turisti che nel capoluogo, anche negli ultimi anni, si vedevano soprattutto durante i ponti primaverili e a luglio. Ieri si è chiuso invece un fine settimana lusinghiero, le strutture ricettive e gli esercizi di somministrazione sono soddisfatti. 

Eppure fino a qualche anno fa c’era incertezza sulle potenzialità turistiche della città dell’Aquila e del suo territorio. Lo stesso rapporto Calafati, commissionato dall’Ocse dopo il sisma, aveva chiaramente identificato alcuni limiti del nostro turismo; in particolare la permanenza praticamente giornaliera del turista, turista che quando si fermava più giorni, spesso, non sapeva che fare. Le cose però sembrano migliorate nel corso degli anni. A contribuire, innanzitutto, lo sforzo di tanti operatori che stanno investendo nel nostro territorio, nella nostra città e nel rapporto tra questa e la natura circostante, un unicum in Italia. Si moltiplicano anno dopo anno le strutture ricettive, le iniziative per la scoperta del territorio, migliora l’offerta culturale che cerca finalmente di valorizzare gli angoli più suggestivi dell’Abruzzo interno. Migliora probabilmente anche l’approccio delle persone che cercano, finalmente, esperienze di viaggio più autentiche. Si infrastrutturano servizi che permettono ai turisti/viaggiatori di scoprire il territorio in modo diverso, con le ebike, in mountain bike, a cavallo.

Il lavoro da fare è tanto, ma le potenzialità sembrano esserci tutte. A dare una mano forse è stato anche il covid 19 che, speriamo in maniero definitiva, ha fatto optare tanti per vacanze meno all’insegna del consumo e più del viaggio. Sono tantissimi i b&b pieni e già prenotati per ferragosto, ormai da settimane. Anche la città storica, paradossalmente, non avendo tutte le funzioni, amministrative, direzionali, commerciali, e via discorrendo concentrate nel solo centro storico, sembra più accogliente e a misura di turista.
Secondo un recente rapporto di Unioncamere, quest’anno, in Abruzzo, sono attesi 740mila turisti italiani, il 15% in più sul 2019 e uno dei migliori risultati tra le regioni italiane. Il rapporto conferma i motivi della scelta: la bellezza e l’etereogeneità del paesaggio, la ricchezza culturale, e i prezzi comunque compatititivi del sistema di accoglienza abruzzese. Quasi la metà dei turisti italiani in Abruzzo si fermerà per un periodo che va da 7 a 13 giorni, un dato confortante e che fa ben sperare per il futuro. 
Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica, la crisi morde il freno a tante famiglie e ne invita altrettante alla prudenza. A denunciare la situazione più volte è stata Federalberghi secondo un cui studio solo 1 italiano su 2 andrà in vacanza, con un calo del 20% rispetto al 2019. 
C’è poi da recuperare la batosta del primo semestre del 2020, il calo di presenze è stato del 62,9% tra gli italiani e del 76,7% tra gli stranieri a causa dell’emergenza Covid. A marzo il calo è stato quasi il 90% ed aprile e maggio il mercato è stato totalmente fermo. Gli stranieri, in particolare, sono assenti completamente, per forza di cose. Le immagini dei grandi aeroporti semivuoti del resto sono ancora di questi giorni e dimostrano come il turismo internazionale stenti a riprendere. L’Italia, in questo segmento, faceva la parte del leone, subito dopo la Francia, ed in particolare per le grandi città d’arte è una perdita senza precedenti.
Anche a giugno, nonostante le riaperture nell’area Schengen, il collasso del turismo inbound dall’estero è stato quasi totale. Su scala nazionale, denuncia Federalberghi, anche le notti di permanenza sono comunque diminuite così come i soggiorni lunghi.
La stessa Federalberghi segnala, però, il boom delle vacanze degli italiani nel proprio paese, meno del 10% dei connazionale ha optato per l’estero. Mare, montagna, campagna le mete preferite ma male anche tra gli italiani le grandi città d’arte.

Il 56,6% trascorrerà le vacanze nella propria regione di residenza e il 22,6% sceglierà una regione vicina alla propria abitazione. Il 69,8% degli intervistati ha deciso di muoversi in automobile, mentre solo l’11,4% pensa di utilizzare l’aereo.

Anche la spesa media complessiva (comprensiva di viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) stimata per tutto il periodo estivo, è in calo rispetto allo scorso anno secondo Federalberghi e si attesterà sui 673 euro a persona contro gli 837 euro del 2019. Il giro d’affari complessivo è di 14,3 miliardi di euro, comunque una perdita secca del 34,4% rispetto ai 21,8 miliardi dell’estate 2019. 

Vedremo a fine stagione, sperando che i focolai non la compromettano, il saldo dei numeri e se L’Aquila e il suo territorio sapranno capitalizzare almeno tra i connazionali gli effetti di questo strano anno per il turismo.

 


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