Ferfa: “La montagna non è un luna-park”

di Redazione | 09 Febbraio 2024 @ 09:20 | AMBIENTE
ferfa Cingolani
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L’AQUILA – “Ogni volta che si fa un ragionamento sulla montagna e dell’uso che ne facciamo, si scatenano gli istinti più irrefrenabili di portatori d’interesse e di commentatori ferocissimi.” La nota della segreteria regionale abruzzese della Fe.R.F.A. “La frase ricorrente utilizzata per contestare e depotenziare eventuali segnalazioni è: “basta con queste fantasie ecologiste,  c’è gente che deve lavorare.”

“Ora vogliamo ribadire che ognuno dovrebbe essere consapevole del ruolo che ricopre, noi che facciamo parte di Associazioni che si occupano di ambiente abbiamo ben chiaro il nostro compito: segnalare e denunciare eventuali danni arrecati all’ecosistema (bosco, fauna, aree protette, ZSC ecc.). Le attività imprenditoriali, comprese quelle turistiche, sono importantissime, però diventano devastanti se non si rispettano le regole. Ovviamente agli operatori dei comprensori sciistici interessa portare più gente possibile nei loro impianti, e se non c’è neve, ricorrono a tutto pur di coprire un tratto di pista. Al cacciatore interessa cacciare e spingere per ridurre il perimetro dei parchi. All’allevatore interessa muoversi liberamente con il suo fuoristrada (come se la semplice dicitura “fuoristrada” costituisse una deroga implicita alla normativa di tutela idrogeologica) e spinge perché i suoi animali pascolino liberi allo stato brado per tutto l’anno e in ogni luogo…potremmo continuare con i motociclisti, gli ambulanti, i camperisti ecc. E’ evidente che se tutti cercassero di eludere le regole le cose si complicherebbero e i nostri monti ne pagherebbero lo scotto. 

In questo quadro, l’attività di sorveglianza che va attuata dai Carabinieri Forestali, e quella autorizzativa, espletata dagli Enti Parco per quanto di competenza, assumono un ruolo chiave, a volte scomodo forse, ma necessario. Spesso, invece, il lavoro di chi si adopera per garantire il rispetto delle norme viene considerato ostativo, distruttivo e pretestuoso, dimenticando che è invece nell’equilibrio dei vari ruoli (fruitori del territorio, amministrazioni, associazioni ambientaliste e sorveglianza) che si può trovare il vero equilibrio tra conservazione e sviluppo.

Si fa un gran parlare dei cosiddetti “VINCOLI”, che frenano l’economia, il lavoro e lo sviluppo, ma è proprio così? Facciamo un po’ di chiarezza: i territori  montani al di sopra dei 1200 metri nell’appennino sono gravati dal vincolo paesaggistico e ambientale, introdotto prima dalla legge n. 431del 1985 ( legge Galasso) poi aggiornata con Dlgs 42/2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio, quindi anche se Campo Imperatore non fosse ricompreso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e M.L. comunque talune attività resterebbero regolamentate. Le Aree Protette, la Rete Natura 2000, il vincolo idrogeologico ecc. sono limitazioni d’uso poste a salvaguardia di interessi generali, ed hanno la loro radice nella Costituzione e nel codice civile. È vero che, a volte, queste limitazioni d’uso non sono comprese dagli amministratori e dai privati cittadini. La Rete Natura 2000, ad esempio, nasce con l’obiettivo di coniugare le attività antropiche con la tutela della fauna, della flora e habitat di rilievo sovranazionale. La montagna Abruzzese ha già dovuto subire l’assalto indiscriminato, a partire dagli anni settanta, dell’impiantistica da sci e relativi alberghi, molti dei quali sono veri e propri orrori, apertura di cave, tagli boschivi indiscriminati, pascolo brado intensivo, bracconaggio e abusi edilizi. Grazie al messaggio culturale delle associazioni ambientaliste e dei tanti volontari che si occupano di ambiente, anche attraverso la formazione nelle scuole, la sensibilità verso la tutela ambientale e la biodiversità è aumentata e di pari-passo anche la tutela e il rispetto. Non possiamo permetterci di tornare indietro e deregolamentare proprio ora che sono in atto i cambiamenti climatici, per soddisfare le istanze di portatori d’interessi privatistici che pensano solo allo sfruttamento anche di aree poco antropizzate che al contrario meritano invece una fruizione rispettosa e attenta a non alterare gli equilibri ambientali. 

Campo Imperatore, nonostante vari tentativi finiti male, come la struttura di Campo Nevada in località Fossa di Paganica, realizzata e mai aperta (si attende da anni il ripristino dello stato dei luoghi) e altre infrastrutture non molto fortunate, ha comunque mantenuto la sua naturalità e il suo alto valore ambientale. L’unica cosa che si può fare in quella località è lavorare valorizzando proprio le bellezze naturali che quello splendido altopiano e la sua catena montuosa ancora conservano. 

Raccomandazione al Sindaco e al Settore Viabilità della Provincia dell’Aquila

Visto che la funivia chiuderà a maggio, invitiamo il Sindaco dell’Aquila e l’Amministrazione Provinciale a rinnovare al più presto l’accordo per la chiusura del tratto della SP 17 bis dalla Località Fontari, al Piazzale dell’Albergo Campo Imperatore e ad attivare i parcheggi, per non assistere al marasma della scorsa estate con il traffico completamente fuori controllo e parcheggi selvaggi sui due lati della strada e addirittura sui prati. “


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