Ferfa, domani il convegno all’Aquila: “E’ ora di ripristinare il Corpo Forestale”

di Redazione | 16 Ottobre 2020 @ 12:47 | INCENDI
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L’AQUILA – “Siamo contrari alla legge Madia che ha soppresso il Corpo forestale dello Stato e lo ha frammentato in modo poco lungimirante tra Carabinieri, Vigili del fuoco, Polizia di Stato, Guardia di finanza e Direzione generale delle foreste del Ministero politiche agricole alimentari e forestali.” A scriverlo la Ferfa, che per domani ha organizzato un convegno all’Aquila, all’Auditorium del Parco, un’occasione per confrontarsi con amministratori e parlamentari di diversa estrazione politica.
“Cinque Corpi ed Enti dello Stato che non dialogano tra loro a discapito dell’efficienza della tutela ambientale.
Siamo contrari alla legge Madia che ha militarizzato, in modo coatto e in tempo di pace, 7.000 forestali, ha imposto la fuoriuscita non consensuale dal Comparto Sicurezza del restante personale del Corpo forestale dello Stato (altri 1.100 donne e uomini) e ha depotenziato le Polizie provinciali. Le foreste, le riserve naturali e i parchi nazionali non possono essere gestiti da una Forza armata, quale appunto è l’Arma dei carabinieri e dai Vigili del fuoco che non hanno le competenze tecniche. In tutto il mondo a controllare i boschi, le montagne, l’ambiente naturale e il paesaggio non ci sono i militari, ma le guardie forestali aventi lo status di poliziotti civili. L’Italia è l’unico al paese al mondo ad essersi privato di un proprio Servizio forestale nazionale.”

“Vogliamo che i boschi, i monti e le riserve naturali tornino ad essere tutelati dai forestali del disciolto Corpo forestale e dai poliziotti provinciali – continua l’organizzazione – La cura del patrimonio forestale nazionale, la tutela dell’ambiente e la salvaguardia dell’ambiente tornino in capo a un unico Corpo ad ordinamento civile. La militarizzazione dei forestali non ha portato quei buoni risultati operativi vantati da Renzi e le spese non sono affatto diminuite. Al contrario le spese sono aumentate a dismisura e, al di là dei numeri propagandati, nei boschi e nei monti non c’è quasi più nessuno che controlla, che presidia, che previene i dissesti idrogeologici e che dirige con tempestività e competenza le complesse operazioni di spegnimento degli incendi boschivi.”

“Per questi motivi, chiediamo – concludono – l’approvazione dei progetti di legge, attualmente all’esame delle Commissioni riunite I e IV della Camera dei deputati, recanti l’istituzione di una nuova Forestale, intesa come una moderna struttura operativa altamente specializzata nel settore ambientale e forestale, ad ordinamento civile, incardinata nel comparto Sicurezza, inserita tra le strutture tecniche nazionali di protezione civile, amministrativamente snella, autonoma e attraente per le giovani leve. Non abbiamo nulla contro l’Arma e i Vigili del fuoco, Istituzioni che rispettiamo né contro i singoli carabinieri o pompieri che apprezziamo per il loro importante lavoro quotidiano posto a salvaguardia della sicurezza dei cittadini, dei loro beni e della nazione. Vogliamo soltanto ripristinare la Forestale, in modo democratico, legale, civile e rispettoso di tutte le Istituzioni pubbliche. Vogliamo soltanto tornare a fare i Forestali, civili per natura!”

 


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