Femminicidio, a L’Aquila una Via per Francesca Chiodi alias Paolina Giorgi

di Alessio Ludovici | 28 Gennaio 2024 @ 05:00 | ATTUALITA'
francesca chiodi
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L’AQUILA – Piazza del Teatro potrebbe diventare piazza Francesca Chiodi, alias Paolina Giorgi. Questa la proposta che un nutrito gruppo di cittadini, c’è anche una raccolta firme, farà all’amministrazione comunale. L’iniziativa, del collettivo Fuori Genere e organizzata insieme allo storico Andrea De Petris, è stata presentata ieri proprio all’interno del cimitero monumentale dell’Aquila che ospita la tomba della celebre cantante e attrice aquilana. Proprio nei pressi della lapide, che andrà peraltro restaurata, e dopo un breve ricordo della figura della giovane c’è stato un piccolo momento musicale con Fabio Iuliano alla chitarra e Franesca Catenacci alla voce.

Francesca Chiodi, aquilana, è stata un personaggio straordinario, un simbolo a dir poco pionieristico di emancipazione della donna durante la Belle Epoque. Artista di fama nazionale, si è esibita nei teatri di tutto il paese ma è stata anche la vittima di un efferato femminicidio di cui si parlò in tutta Italia e che finì sulle pagine della stampa nazionale.

Morì all’età di 27 anni, il 13 gennaio 1911, quando era di nuovo all’Aquila dove, peraltro, contribuì alla nascita della celeberrima ditta di trasporti Chiodi e Capranica. Ad ucciderla fu un uomo di origine argentina di 26 anni che la freddò con tre colpi di pistola al cuore che poi si tolse la vita.

Alla vigilia del suo compleanno, che ricorre oggi, è stata ricordata la figura di Francesca e lanciata la proposta di intitolarle un luogo come già successo per altri celebri ospiti del cimitero monumentale dell’Aquila. Il tema, del resto, è di profonda attualità come sottolineato anche ieri, ad esempio, durante l’apertura dell’anno giudiziario abruzzese dalla presidente della Corte d’Appello dell’Aquila.

“Ad oltre un secolo dalla sua scomparsa – spiega il collettivo FuoriGenere – è ingiustamente trascurata la memoria di questa donna che fu un luminoso esempio di emancipazione femminile, avendo esercitato in giovane età la professione di lavandaia e stiratrice prima di calcare i palcoscenici dei più importanti Teatri italiani”.


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