Federconsumatori: si garantisca una tutela per modifiche contratti energia e gas

di Redazione | 17 Ottobre 2022 @ 18:56 | ATTUALITA'
mercato tutelato del gas
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L’AQUILA  –  Nella giornata di ieri i presidenti di AGCM e ARERA hanno diffuso un comunicato stampa con il quale rendono nota la posizione delle due autorità sulla natura e i vincoli dell’art. 3 del Decreto Legge n.115 del 9 agosto 2022 in merito alle modifiche unilaterali dei contratti di energia e gas. Tema che in queste settimane dato l’andamento dei prezzi e le turbolenze a cui i consumatori sono soggetti, assume un’importanza primaria. Si tratta certamente di una presa di posizione importante, ma non siamo in presenza di un’interpretazione autentica della norma. Sul piano giuridico per Federconsumatori, infatti rimangono diversi interrogativi aperti. Complessivamente intendiamo rammentare che i casi in questione si collocano nell’ambito di un contratto di fornitura, per sua natura prolungato ed esteso nel tempo, in cui il ruolo dell’utente non assurge mai a quello di artefice della determinazione del prezzo, che risulta dunque variato per iniziativa unilaterale del venditore. La lettera ed il senso della norma, quindi, paiono confermare l’intenzione di garantire una adeguata tutela alla parte debole del rapporto, altrimenti priva di ogni difesa a fronte di aumenti imposti e quantificati secondo l’altrui volontà. Federconsumatori è inoltre convinta che un problema enorme come quello del caro energia, che coinvolge il destino economico di un intero Paese, che mette a rischio il benessere di milioni di famiglie e di centinaia di migliaia di aziende, non possa essere affrontato sul piano del contenzioso legale, cosa che invece accadrebbe in difetto di una interpretazione più chiara. Pena il perpetuarsi di quella asimmetria che soprattutto in questi settori i cittadini-consumatori subiscono. È quindi necessario che il Governo e il Parlamento si esprimano in modo chiaro sulla norma e su come affrontare l’emergenza, mettendo in campo delle politiche che diano la migliore risposta possibile agli utenti in equilibrio con le esigenze del sistema energetico nazionale, cosa che, fino ad ora non è avvenuta. In Italia è prassi che sui problemi spinosi la politica, incapace di decidere, lasci le decisioni ai giudici, ma nella peggiore crisi economica dal dopoguerra ad oggi non è accettabile una simile deriva.


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