Fase 2, ok al Protocollo di sicurezza: ecco le misure per le imprese che ripartono

di Redazione | 25 Aprile 2020, @11:04 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Obbligo di certificazione medica di “avvenuta negativizzazione” per il rientro dei lavoratori già risultati positivi al Covid-19, utilizzo dei dispositivi di protezione individuale conformi a quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, o quantomeno dalle indicazioni dall’autorità sanitaria, subordinato alla loro disponibilità in commercio, sanificazione straordinaria degli ambienti alla riapertura nelle situazioni più a rischio, rimodulazione dei livelli produttivi, degli spazi di lavoro e delle postazioni, per consentire idoneo distanziamento e previsione di orari di lavoro differenziati.

Sono le principali misure contenute nel “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” sottoscritto ieri tra governo e parti sociali, che aggiorna quello che era stato adottato il 14 marzo scorso, e che si associa al Documento tecnico dell’Inail, che valuta i rischi da contagio in base al settore produttivo attorno al quale ruotano le considerazioni necessarie a dare avvio all’agognata fase 2 dell’emergenza allo studio del governo coadiuvato dai comitati tecnico-scientifici.

L’orientamento è quello di far ripartire per primi, dal 4 maggio, i settori delle costruzioni e del manifatturiero, considerati quelli a minor rischio per la diffusione del virus.

In base al Protocollo, le aziende attraverso le modalità più idonee ed efficaci, devono informare tutti i lavoratori e chiunque entri in azienda circa le disposizioni delle Autorità, consegnando o affiggendo all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali, appositi depliants informativi.

Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea e se risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherine, non dovranno recarsi al Pronto soccorso o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni.

Il protocollo stabilisce anche che le aziende debbano individuare precise modalità di accesso di fornitori esterni al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale in forza nei reparti/uffici  coinvolti.

Le imprese devono poi assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago ed è obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani.

Le aziende, dal canto loro, devono mettere a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani, che devono essere accessibili a tutti i lavoratori anche grazie a specifici dispenser collocati in punti facilmente individuabili.

Il protocollo stabilisce anche come debba avvenire la gestione degli spazi comuni e che deve continuare ad essere privilegiato lo smart working, nei casi in cui è possibile. E ancora, come debba essere gestita una persona sintomatica in azienda e l’aggiornamento del protocollo di regolamentazione. (m.sig.)


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