Fase 2, le richieste dei commercianti: Comune, basta scuse

di Marco Signori | 17 Aprile 2020, @07:04 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Basta scuse, rinvii e rimpalli di responsabilità, ma subito azioni forti per sostenere la ripresa del commercio nell’attesissima fase 2 dell’emergenza Coronavirus che dovrebbe iniziare a partire dalla seconda metà di maggio.

Suona più o meno così la posizione degli esercenti che, insieme ai rappresentanti delle altre attività produttive, incontreranno oggi in video conferenza il sindaco Pierluigi Biondi e il vice sindaco Raffaele Daniele, con delega al Commercio.

“L’unica cosa che si può chiedere al Comune è la sospensione delle tasse comunali – ammette il presidente della Fipe Confcommercio (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Daniele Stratta – di fatto solo del canone di occupazione del suolo pubblico (Cosap), visto che la tariffa dei rifiuti serve a finanziare l’Asm per garantire il servizio e una grossa parte dell’Imu va riversata allo Stato. Ma sulla Cosap è essenziale che ci sia un’esenzione totale”.

“Circolano ipotesi che parlano di sconti limitati a qualche tavolino, è uno scherzo? – aggiunge Stratta – . Qui c’è bisogno dell’azzeramento del canone almeno per tutta la stagione estiva e, soprattutto, della semplificazione immediata dell’iter autorizzativo per il posizionamento dei tavolini all’aperto, senza le trafile assurde che ci sono state gli altri anni”.

I locali di somministrazione, quelli che più di altri pagheranno conseguenze pesantissime, si stanno già organizzando per riaprire rispettando tutte le misure di sicurezza e “siccome dobbiamo fornire agli avventori mascherine e altri dispositivi, sarebbe bene che il Comune ce ne fornisse una manciata almeno per iniziare, anche per dare un minimo slancio di incoraggiamento”, aggiunge il presidente Fipe, che nei giorni scorsi ha paventato il rischio di chiusura per il 70 per cento delle partite Iva del comparto qualora non si adottino al più presto provvedimenti adeguati.

Stratta punta poi l’indice contro quella parte della legge regionale ribattezzata Cura Abruzzo che prevede contributi a fondo perduto solo per le aziende che hanno sostenuto spese d’investimento tra gennaio e febbraio 2020, considerata sbagliata perché esclude tutti coloro che stanno comunque continuando a sostenere spese di funzionamento spesso ingenti, come bollette e affitti, che non sono state sospese.

Sull’agognata fase 2, in ogni caso, il presidente della Fipe, insieme al fratello titolare dell’enoteca Garibaldi nel centro storico dell’Aquila che proprio lo scorso anno ha festeggiato i vent’anni di attività, immagina un’impostazione completamente diversa da quella del passato.

“Anche quando si potrà riaprire al pubblico lo faremo in modo molto limitato – dice – andando incontro all’estate posizioneremo un bancone verso l’esterno che ci darà modo di servire senza far entrare i clienti e proseguiremo con il servizio d’asporto. Questo chiaramente servirà a ‘superare’ l’estate, poi si vedrà”.

L’obiettivo, in un primo momento, sarà quello di “cercare di sopravvivere”.

“Anche i proprietari delle mura devono rendersi conto da soli della condizione che stiamo vivendo”, chiosa Stratta, “la maggior parte si sta dimostrando disponibile almeno all’abbattimento del 50 per cento, sono stati loro a chiamarci”.


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