Fase 2, asili aquilani: con fantaprotocolli del governo rischiamo chiusura definitiva

di Redazione | 10 Maggio 2020, @05:05 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Ormai sono più di due mesi che i servizi per l’infanzia e le scuole sono stati chiusi, i primi ad essere colpiti dagli effetti del lockdown. Negli ultimi giorni si sta parlando sempre più di un’imminente riapertura soprattutto per i servizi 0-6 anni. Questa ipotesi dovrebbe riempirci di gioia, ma non riesce a farlo a causa dei ‘fantaprotocolli’ che le istituzioni governative stanno ipotizzando”.

Così in una nota gli asili nido dell’Aquila La Culla, Wuascaranza Baby, Scarabocchio, Il Giardino delle Fiabe, Parco del Vera e Mrs Nanny Park.

Tra le misure contestate la “riduzione del numero di bambini per educatore (1 educatore per 3 bambini contro la media da legge regionale n.76/2000 di 1 a 7); Adeguamento degli ambienti per garantire il distanziamento con percorsi differenziati in entrata e uscita; Tamponi al personale dipendente e Dpi; Sanificazioni più volte al giorno e ulteriore sanificazione a scadenza quindicinale da parte di ditte specializzate; Riduzione dell’orario di frequenza dei bambini con possibilità di più turni giornalieri; Responsabilità civile e penale dei titolari per i contagi”.

“Tutto questo – fanno osservare gli asili – comporterebbe dei costi esorbitanti che non possiamo sostenere trovandoci già in enormi difficoltà economiche dovute alla lunga sospensione delle attività e la conseguente sospensione delle rette (unica fonte di sostentamento)”.

“Non ci sentiamo di far ricadere questo disagio sulle famiglie aumentando le rette. Abbiamo sempre lavorato con e per le famiglie e vorremmo continuare a farlo con protocolli adeguati e magari anche con un contributo da parte delle amministrazioni competenti”, continuano gli asili nella nota.

“I servizi all’infanzia si caratterizzano per una importante connotazione socio-educativa che fa fede al sotteso valore pedagogico. Il nostro è un lavoro di relazione a stretto contatto e ora più che mai potremmo garantire il distanziamento sociale nemmeno con piccoli gruppi”.

“La giornata al nido non può essere esente da continui contatti fisici tra educatore e bambino (l’accoglienza, la pappa, il cambio, la nanna e il gioco). Con queste linee guida il Governo ci sta chiedendo praticamente di chiudere privando le famiglie di un servizio essenziale”, concludono gli asili aquilani.


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