Fase 2, al via le simulazioni per la riapertura di estetiste e parrucchieri

Barone (Cna): aziende già selezionate, nei prossimi giorni si procederà con i test a porte chiuse

di Mariangela Speranza | 08 Maggio 2020 @ 08:00 | ATTUALITA'
estetista
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L’AQUILA – Sono fermi da quasi due mesi e potrebbero ricominciare a lavorare tra qualche giorno, ma a patto che si organizzi una prova tecnica volta a verificare la fattibilità delle diverse prestazioni e a stabilire i corrispondenti protocolli di sicurezza da adottare all’interno dei loro saloni. Sono le estetiste e i parrucchieri abruzzesi, che si preparano ad alzare le serrande dei loro negozi, seppur con qualche dubbio.

Due giorni fa, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha infatti firmato l’ordinanza numero 56, con cui si adottano nuove disposizioni per esercizi commerciali, mercati e attività artigianali, anticipando la riapertura anche di molti negozi dedicati alla bellezza e alla cura del corpo al 18 maggio prossimo.

In particolare, il documento prevede un rigido protocollo che i professionisti dovranno seguire per garantire la salute e la sicurezza dei loro clienti e, al punto 5, impegna le associazioni di categoria, alla presenza di un responsabile del dipartimento della Asl competente, “a simulare presso uno o più saloni di acconciatura e di centri estetici l’apertura dell’attività, utilizzando le procedure previste nel protocollo, con l’ausilio del personale della stessa struttura interessata”.

Un cavillo che ha messo in crisi molti imprenditori del mondo della bellezza che, a nemmeno due giorni dalla firma dell’ordinanza, nelle ultime ore hanno esplicitato sui social e ai loro rappresentanti di categoria i loro dubbi sulle modalità in cui avverranno le simulazioni e, soprattutto, sulle tempistiche che potranno effettivamente intercorrere tra i test a porte chiuse e l’effettivo ritorno a lavoro.

Come spiega però Angela Barone, presidente regionale di Cna “le aziende per le verifiche a campione sono state già selezionate e contattate nelle scorse ore”.

“Abbiamo scelto due attività per Provincia – dice a L’Aquila Blog -, una parrucchieria e un centro estetico, divise semplicemente per sigle sindacali. Come rappresentante di Cna, mi sto occupando di persona del capoluogo, mentre Confartigianato, Cassartigiani e Claai stanno provvedendo per le altre città abruzzesi. La scelta è avvenuta con semplicità: essenzialmente, non abbiamo fatto altro che contattare quelle aziende che ci sembravano più idonee e che già si trovavano nelle condizioni di poter riaprire. A quel punto abbiamo comunicato loro che, nei prossimi giorni, si potrà procedere con la simulazione, che avverrà in base quelle linee guida che, in quanto associazioni di categoria, abbiamo sottoposto alla Regione nelle scorse settimane”.

Linee guida che, precisa la stessa  Barone, “sono alla base di dell’ordinanza firmata due giorni fa da Marsilio, che tra le altre cose prevede misure di sicurezza idonee a evitare qualsivoglia forma di contagio”.

Per esempio, per quanto riguarda la sanificazione dell’aria, nel documento si parla di ricambio frequente e, nel caso il centro estetico o la parrucchieria siano dotati di impianti di aereazione, della pulizia dei filtri, . Quanto al contatto diretto con il clienti, è invece consigliato che, allo scopo di evitare la promiscuità, l”operatore si occupi di una persona alla volta. 

“Nel caso di lavori più lunghi – precisa la presidente di Cna -, è però prevista la possibilità di procedere con la presa in carico di due persone, qualora uno delle due sia in fase di attesa tecnica, nel rispetto delle distanze di sicurezza e pur sempre attuando tutte le misure di protezione necessarie alla sicurezza sia degli operatori che degli stessi fruitori dei servizi offerti nei saloni. Tra queste, l’utilizzo dei dispositivi necessari o il distanziamento sociale descritti nell’ordinanza regionale e nel protocollo elaborato in materia da Cna. Un protocollo che è a tutti gli effetti un codice di autoregolamentazione, in quanto prevede che ogni operatore sia concretamente in grado di applicare le disposizioni presenti al suo interno, in modo da poter lavorare scongiurando ogni pericolo di contagio”.

 


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