Fascicolo fabbricato. Musumeci apprezza l’idea, al via altri incontri

di Marianna Gianforte | 17 Febbraio 2023 @ 05:18 | AMBIENTE
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L’AQUILA – L’idea di un fascicolo elettronico del fabbricato è stata apprezzata dal ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, al quale mercoledì una delegazione degli ordini professionali nazionali hanno consegnato un dossier di studio sulla necessità che l’Italia si doti, finalmente, con una legge specifica, di uno strumento di prevenzione uguale per tutti e, soprattutto, obbligatorio. L’incontro della ‘Rete delle professioni tecniche’, coordinata da Armando Zambrano con il ministro Musumeci, i presidenti degli ordini nazionali e, per gli ingegneri, il vicepresidente del consiglio nazionale, l’aquilano Elio Masciovecchio è un primo step, un primo momento di confronto sul ‘piano di prevenzione sismica’ che si fonda sull’istituzione, appunto, del cosiddetto fascicolo elettronico del fabbricato.

“Il ministro ha apprezzato molto il piano – commenta Masciovecchio -, un lavoro multidisciplinare che coinvolge altri ministeri, nell’ottica di creare un sistema di prevenzione organico e a 360 gradi”.

Ci saranno a breve altri incontri tematici per approfondire i vari argomenti trattati mercoledì. È stato proprio Masciovecchio a illustrare al ministro la buona pratica del terremoto 2009 dell’Aquila: “Ho fornito informazioni dettagliate sulla governance della ricostruzione, sugli strumenti di cui si sono dotati gli uffici della ricostruzione dell’Aquila e del cratere sismico. L’esperienza maturata in occasione del terremoto all’Aquila ci insegna che, ai fini della ricostruzione, è fondamentale avere una banca dati con tutte le informazioni sul rischio sismico, la classe energetica, le spese sostenute per gli edifici. Abbiamo i mezzi per ricostruire e per farlo bene, ma ancora mancano alcuni elementi base come, ad esempio, il ‘fascicolo del fabbricato'”. Potrebbe dunque partite da qui la ripresa del dibattito sulla prevenzione sismica (e non solo), che questa volta si concretizzi davvero, a partire dall’adozione a livello nazionale del ‘libretto di salute’ delle strutture degli edifici. Un dibattito partito proprio dall’Aquila sette anni fa. 

Il Consiglio Nazionale Ingegneri in un recente comunicato stampa ha, d’altra parte, rilanciato la necessità di agire nella  direzione della prevenzione dal rischio sismico, uscendo dal fatalismo e affrontando le criticità e i rischi in modo razionale, scientifico e con programmi a lungo termine. Per quanto riguarda la sostenibilità economica per le casse dello Stato di eventuali interventi sostenuti o agevolati dall’impiego di fondi pubblici, sono ormai numerosi gli studi (tra qui proprio alcuni rapporti del centro studi del Cni) in grado di dimostrare che i costi economici della prevenzione sono inferiori a quelli delle ricostruzioni e, soprattutto, sono inferiori all’immenso costo di vite umane che terremoti e dissesto idrogeologico comportano. 

 

 


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