Riceviamo e pubblichiamo: «Come ho avuto già modo di dire chi mi conosce da anni sa come la penso e come mi comporto nella vita, ma soprattutto conosce gli anni in cui la mia generazione ha assistito ai drammatici momenti che negli anni ’70 hanno provocato crimini efferati (di destra e di sinistra) che hanno solo sfiorato la mia Città.

Sono passati più di 40 anni e nè il sottoscritto nè alcuno dei miei Amici (di destra e di sinistra) ha la minima intenzione di ritornare a vivere l’atmosfera di allora.

All’epoca – pur divisi da una diversa ideologia e alcuni di noi strumentalizzati dall’alto- non perdemmo mai il senso di reciproco rispetto umano, tanto da non arrivare mai a scontri violenti come invece accadde in altre comunità. Quella canzone è stata postata su Facebook una sera per rispondere, in un clima reso goliardico dalla presenza in rete di molti amici del passato (ma anche del presente), alla pubblicazione di molti altri motivi da “bella ciao” a “bandiera rossa”. Questo avveniva lo scorso gennaio era un modo per tornare al passato, ai tempi del liceo, ma con una raggiunta maturità.

Ho trovato (fortunatamente non da solo!) assurdo creare il caso da un “giornalista anonimo”, e che ha, per di più rovistato a ritroso nel tempo in un virtuale spazio privato (ecco come si infanga il concetto di libertà della rete). Così si dimentica il vero problema della la ricostruzione TUTTI INSIEME della città. Non conosco il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci ma se pensa che quello che ha scritto aiuti veramente una larga coesione per affrontare seriamente i difficili anni che ci aspettano… ho l’impressione che non faccia un bel servizio al suo partito.

Comunque, da ieri sera ho sospeso il mio profilo su Facebook per evitare ulteriori strumentalizzazioni».

Giovanni Farello

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