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Famiglia nel bosco, segnali di autolesionismo e “sofferenza” da parte dei bambini

Famiglia nel bosco, segnali di autolesionismo e “sofferenza” da parte dei bambini
: Il comportamento autolesionistico sarebbe stato osservato più volte nella struttura protetta di Vasto. I periti di parte lo collegano al possibile "trauma da sradicamento", mentre resta attesa la decisione sul ricongiungimento familiare.

VASTO – Nuovi segnali di sofferenza emergono dalla struttura protetta di Vasto dove, da nove mesi, vivono i tre figli della cosiddetta “famiglia nel bosco”. Uno dei bambini avrebbe iniziato a mordersi ripetutamente le mani fino a provocarsi escoriazioni: un comportamento che, secondo i consulenti dei genitori, potrebbe essere legato al disagio causato dall’allontanamento dalla famiglia.

Gli episodi non sarebbero isolati, ma si sarebbero ripetuti più volte, richiamando l’attenzione degli specialisti che seguono i tre fratelli. Le ferite provocate dai morsi sarebbero lievi dal punto di vista fisico, ma il gesto potrebbe rappresentare una forma di autolesionismo e il tentativo di manifestare una sofferenza che il minore non riesce a esprimere attraverso le parole.

A segnalare già nei mesi scorsi la presenza di un forte disagio erano stati lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, consulenti di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia anglo-australiana che viveva con i figli in un’abitazione isolata nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti.

Nella relazione depositata al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, corredata da fotografie e filmati, i due professionisti parlano di “segnali compatibili con una condizione di sofferenza psicologica significativa”. Il comportamento del bambino sarebbe, secondo i consulenti, un modo per “esprimere un disagio che non riesce a verbalizzare”.

Gli esperti scelti dai genitori fanno riferimento anche a “evidenti manifestazioni cliniche riconducibili agli effetti del trauma da sradicamento”, osservabili sul piano emotivo, comportamentale e relazionale. La separazione dal contesto familiare originario avrebbe, secondo la loro valutazione, prodotto un impatto rilevante sull’equilibrio psicologico dei tre fratelli.

Si tratta, tuttavia, delle conclusioni formulate dai consulenti di parte della coppia e non di un accertamento definitivo condiviso in sede giudiziaria. La vicenda resta al centro del procedimento aperto davanti al Tribunale per i minorenni, che nel novembre scorso aveva disposto l’allontanamento dei bambini dai genitori e il loro trasferimento nella struttura protetta.

La decisione sull’eventuale ricongiungimento familiare era attesa già nel mese di luglio, dopo le audizioni protette dei minori e il deposito delle memorie, ma non è ancora arrivata. Nel frattempo, Nathan e Catherine Trevallion hanno lasciato l’abitazione nel bosco e si sono trasferiti in una nuova casa messa gratuitamente a loro disposizione per due anni dal Comune di Palmoli.

La coppia spera che il cambiamento delle condizioni abitative possa favorire il ritorno dei figli. Resta in piedi anche il progetto di realizzare una nuova casa accanto a quella nella quale la famiglia viveva prima dell’intervento del Tribunale.