Fame e povertà in tempo di Covid-19. Non si può lavorare!

Il Papa: si comincia a vedere gente che ha fame, la Chiesa aiuti chi soffre

di don Daniele Pinton | 29 Marzo 2020, @12:03 | CREDERE OGGI
Print Friendly and PDF

Durante la Messa a Santa Marta di ieri 28 marzo 2020, Papa Francesco nell’intenzione di preghiera, ha rivolto il suo pensiero a tutte le famiglie che a causa della Pandemia iniziano a subire gravi conseguenze economiche: ‘In questi giorni, in alcune parti del mondo, si sono evidenziate conseguenze – alcune conseguenze – della pandemia; una di quelle è la fame. Si incomincia a vedere gente che ha fame, perché non può lavorare, non aveva un lavoro fisso, e per tante circostanze. Incominciamo già a vedere il “dopo”, che verrà più tardi ma incomincia adesso. Preghiamo per le famiglie che incominciano a sentire il bisogno a causa della pandemia’.

La tentazione potrebbe essere quella di pensare che questo problema sia estraneo al territorio italiano, eppure la crisi sanitaria sta portando non solo effetti tragici per la Pandemia causata da Covid-19, ma anche un annunciata crisi globale dell’economia che porterà a un’altra pandemia: la povertà.

A conferma di questa situazione che anche in Italia a causa della quarantena in atto sta generando molti malcontenti e insofferenze soprattutto nel sud Italia, lo stesso Governo italiano, oggi ha annunciato attraverso le parole del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la firma di un Dpcm di sostegno ai Comuni e una ordinanza della Protezione Civile che prevede 400 milioni di euro per sostenere le famiglie in difficoltà negli acquisti di cibo e di beni di prima necessità.

La stessa Città dell’Aquila, oltre a vivere in apprensione per il timore che il contagio possa espandersi, creando non solo problemi alle strutture sanitarie ma anche, seminando sofferenza nella popolazione, inizia a sentire gli effetti di questa situazione economica di crisi. La Chiesa e le istituzioni sono impegnate nel sostenere la comunità, in una azione concreta di carità che rispetti la dignità delle persone. L’appello di Papa Francesco, trova una risposta concreta in molte realtà dell’Arcidiocesi dell’Aquila, ma anche nella società civile di cui si segnalano le attività principali.

La Caritas Diocesana, come segnalato oggi dal suo Direttore Don Dante Di Nardo, oltre a seguire le persone bisognose solitamente accreditate nella struttura diocesana, si sta facendo carico della situazione attuale che si è aggravata con un aumento di richiesta di medicine e viveri. Tutti gli assistiti vengono contattati dalla Caritas e scaglionati per orario e giorni e nel rispetto delle norme sanitarie, ricevono il pacco viveri oppure se impossibilitati per motivi di salute o di anzianità, lo ricevono direttamente a casa. E’ regolarmente funzionante il dormitorio per senzatetto di Paganica che ora è diventato centro diurno e notturno, nel rispetto del Decreto del Governo ‘stiamo a casa’, che vedrebbe i senzatetto essere multati. Nel Dormitorio, sono presenti dieci ospiti che già dall’8 marzo non escono dalla struttura per rispetto della quarantena e a cui viene fornito tutto ciò che quotidianamente può servire per vivere. Sono seguiti dai volontari Caritas e in particolare da Enrico Rossi e Rosella Coppi, addetta al settore immigrazione della Caritas diocesana. A Pettino, nonostante l’emergenza Covid-19, è rimasta aperta la casa per i giovani neo-maggiorenni che escono dalle comunità per minori e che stanno completando le scuole superiori, professionali e l’università. Questi ragazzi sono seguiti in un progetto della Caritas Diocesana da don Dante Di Nardo, don Pino Del Vecchio e Armirson Hodai, un operatore Caritas che è tra i primi ragazzi accolti e che oggi si è messo a disposizione per questo prezioso servizio. Tra questi ragazzi, alcuni si sono messi a disposizione della Caritas per aiutare nella distribuzione dei pacchi viveri e dei farmaci a domicilio. Per quanto riguarda le persone fragili, la Caritas Italiana sta supportando Caritas L’Aquila in un servizio di sostegno agli anziani e ai malati che necessitano della spesa e dei farmaci a casa.

La Mensa Celestiniana della Fraterna Tau, in questo contesto di emergenza per il Coronavirus, assiste circa centotrenta persone per il pranzo, mentre una sessantina per la cena. Per le persone che sono ospitate all’interno della struttura, quarantacinque in nuclei familiari e dieci singoli uomini, tutto rimane invariato nella vita quotidiana, eccetto il rispetto delle norme sanitarie e la responsabilità di non uscire dalla struttura per evitare le possibilità di contagio. Per circa trenta esterni che quotidianamente consumavano il pasto, ora è stato previsto l’utilizzo di scatole idonee per la consegna delle porzioni di cibo che avviene al di fuori della Mensa, per garantire le distanze di sicurezza. Per quanto riguarda la distribuzione domiciliare del cibo, ventidue nuclei famigliari beneficiano di questo servizio per il solo pasto del pranzo. Alcune di queste famiglie sono state segnalate alla Fraterna Tau dai Servizi Sociali del Comune dell’Aquila. Inoltre l’ARCI, si appoggia alla Mensa celestiniana per i pasti che distribuiscono poi a circa quindici persone. Padre Quirino Salomone sull’impegno alla carità, ha sottolineato come, a causa della Pandemia, la situazione sta iniziando a crollare: molte persone sono in difficoltà anche per la semplice spesa di alimenti e farmaci. Egli afferma che i più bisognosi con cui ha avuto a che fare in queste ultime settimane sono quelli che affermano cha da due giorni non riescono a mangiare neppure un pasto. A tal proposito, tra le misure da affrontare a livello cittadino, Padre Quirino chiede l’inserimento di buoni per la spesa, con una garanzia del Comune: un fondo di solidarietà agli indigenti che sono in crescita, che serva ad avere cibo. Infine afferma che oltre alla paura per l’infezione per il Coronavirus, l’ansia di non sapere come sopperire alle necessità dei poveri, sta producendo depressione nelle persone in difficoltà.

In tutto questo, bisogna però sottolineare che l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di L’Aquila Francesco Bignotti, ha sottolineato come il Comune si sta impegnando a fare fronte alle richieste che sempre più numerose si presentano. Lunedì 30 marzo 2020, ci sarà una Riunione di Giunta dove l’Assessore Bignotti proporrà l’approvazione di una Delibera comunale per sostenere le famiglie in difficoltà che hanno un reddito inferiore ai 6000,00 €, attraverso l’elargizione una tantum di soldi. Nel 2019, le famiglie che avevano fatto questa richiesta erano circa cinquecento. Ora certamente, tenuto conto della difficoltà economica in cui versano molte famiglie, il numero delle persone richiedenti, sarà molto superiore e solo alla fine del mese di marzo si potrà comprendere la situazione della Città in riferimento ai bisognosi. L’Assessore sottolinea che la situazione è certamente in crescita. L’impegno del Comune sarà anche quello di attivare ‘una rete’ con le Associazioni, per erogare servizi di prossimità, cercando di venire incontro ad anziani e disabili, per permettere che possano rimanere a casa e ricevere dai volontari la spesa di cibo e di medicine.

Infine, notizia di ieri, che sottolinea la generosità dei cittadini dell’Aquila, da lunedì 30 marzo, verrà messa in atto su iniziativa del Gruppo Ana del 9° Reggimento Alpini, la “spesa sospesa” che si prefigge di dare una mano ai tanti che in questo momento di crisi non hanno la possibilità di acquistare beni di prima necessità, con la possibilità di comprare qualcosa in più fra i generi alimentari essenziali perché siano donati a chi ne ha bisogno.


Print Friendly and PDF

TAGS