Falivene: “Sport come strumento fondamentale per curare i disagi dei giovani”

di Redazione | 03 Novembre 2021 @ 11:06 | POLITICA
Ispettorato della funzione sociale: le precisazioni della Garante per l'infanzia Falivene
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PESCARA – La Garante dell’infanzia e dell’Adolescenza della Regione Abruzzo Maria Concetta Falivene è intervenuta all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” per portare il suo contributo in occasione del convegno su bullismo e cyberbullismo e sull’importanza dello Sport. Nel corso dell’evento, organizzato dal Presidente del Creg Prof. Enzo Rossi e dal Segretario Generale Gs Flames Gold Carmelo Mandalari, sono emersi dati allarmanti per la diffusione dei casi di bullismo e cyber bullismo che coinvolgono un’ampia fascia della popolazione in età scolastica -seppur con forme ed intensità diverse. “In questo senso – ha spiegato Falivene durante il suo intervento – lo sport rappresenta uno stimolo a spegnere il computer e ‘silenziare’ lo smartphone, invoglia a uscire fuori di casa e a incontrare i propri coetanei avendo, allo stesso tempo, cura della propria forma fisica. E’ importante evidenziare come gran parte delle vittime di atti di bullismo è obeso o in sovrappeso; problemi che dipendo anche dai cambiamenti di abitudini dei più giovani: mentre prima si giocava nel cortile di casa, oggi si gioca nel cortile del web, seduti nella propria stanza. L’obesità giovanile è uno dei principali mali del nostro secolo e lo sport è uno strumento fondamentale per spingere i ragazzi ad avere una vita attiva. Già negli anni ’90 l’Islanda, seguendo il metodo d’intervento sociale dello psicologo americano Harvey Milkman, aveva pianificato un programma di recupero della socialità minorile incentrato sulle attività sportive, per consentire ai ragazzi di ‘fare gruppo’ e di essere educati alla vera socialità, ottenendo degli ottimi risultati. Nella nostra regione un ruolo fondamentale è ricoperto dal Presidente del Coni Abruzzo Enzo Imbastaro – conclude la Garante – con il quale vogliamo attivarci per far sì che i nostri ragazzi capiscano come la pratica dello sport, in contesti controllati e monitorati, è la miglior cura contro i disagi dell’età giovanile”


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