“Faccio l’accento svedese?”, le nuove ciclabili e quei sogni di provincia

di Alessio Ludovici | 19 Giugno 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'
ciclabili
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L’AQUILA – Le ciclabili leggere sono l’argomento trend di questi giorni in città. Che poi la bici una volta all’Aquila si utilizzava perché quello era il mezzo che ci si poteva permettere, con tanto di polemiche per gli eccessi di velocità e gli incidenti e questo lo raccontano i giornali cittadini di inizio ‘900. Oggi, tra necessità di una mobilità diversa e sogni metropolitani della piccola provincia, ci si riprova ad andare in bici o almeno così si dice, con tanto di polemiche annesse.

A far discutere in particolare in questo momento sono i 20 km di ciclabili leggere in corso di realizzazione, cioè quelle disegnate sulle strade normalmente percorse dalle auto. C’è chi è preoccupato per la sicurezza, chi dice che la strada è troppo stretta, chi dice che va benissimo, chi non ha capito il senso di marcia. Ci vorrà tempo per far funzionare tutto, sperando serva effettivamente a qualcosa. Alcune osservazioni sembrano più che legittime, altre esagerate. Bisognerà abituarsi, del resto le città cambiano, non sempre in meglio ma cambiano e anche su quelle strisce gialle, come su un certo tipo di centro storico, sono proiettati sogni, speranze – speriamo azzeccati – di una città. 

C’è anche chi ci ironizza sopra e disegna piste ciclabili ovunque, persino nel traforo del traforo del Gran Sasso. Senza bici elettrica poi “non sci nisciuno” si dice, un po’ come quando non avevi le S… , le note scarpe da trekking. Tra gli adolescenti, che l’ebike non ce l’hanno, vanno di più i monopattini. Con pochi spicci puoi portare la fidanzatina in giro per la città ed è normale incontrarli in due per vicoli che ormai conoscono meglio dei genitori impegnati a fare l’apero’ sulle strade principali dove una volta si passeggiava e basta. Le città cambiano, speriamo in meglio, anche con le polemiche e l’ironia.


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