F1, Arabia Saudita: Hamilton trionfa in un GP ad altissima tensione davanti a Verstappen

di Redazione | 06 Dicembre 2021 @ 10:23 | SPORT
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di Stefano NicoliF1, Arabia Saudita: sono serviti i 50 giri in programma sull’asfalto del Jeddah Corniche Circuit per confezionare il finale di stagione più intenso che si potesse desiderare. Al termine di una gara convulsa, tesa, caratterizzata da Safety Car virtuali e non, da bandiere rosse, da ripartenze, da contatti da e duelli senza esclusione di colpi Lewis Hamilton piega uno stoico Max Verstappen e lo riaggancia nella Classifica Iridata con un solo Gran Premio ancora da disputare.

Il #44 è stato autore dell’ennesima sontuosa prestazione del suo 2021. Scattato bene al via ma ritrovatosi a sorpresa alle spalle dell’olandese dopo avere visto una Safety Car trasformarsi a sorpresa in una bandiera rossa, l’inglese se l’è dovuta vedere con un Verstappen oggi spesso sopra le righe per riconquistare la prima piazza alla seconda ripartenza prima, agguantarla di nuovo dopo averla persa al terzo restart poi e ottenerla dopo un controverso contatto con il rivale della Red Bull infine. Quella del pilota di Stevenage è stata una gara disputata con un’intensità mentale probabilmente senza precedenti, ma sulla quale pende tuttora una spada di Damocle: il #44 è infatti sotto investigazione da parte della Direzione Gara per avere sostanzialmente tamponato Max Verstappen mentre il #33 era intento a cedergli la testa della corsa dopo una manovra proibita – costata all’olandese 5” di penalità – in Curva 1. Hamilton sostiene la tesi del “brake testing” fatto da Max, il pilota della Red Bull afferma a propria volta di essere stato colpito senza motivo: la FIA, alle prese con una domenica pomeriggio davvero complicata, rischia di trascorrere una nottata altrettanto movimentata alle prese con simili e delicate decisioni.

Alle spalle di Hamilton, ovviamente, si è piazzato Max Verstappen. Con l’intento di rimediare al marchiano errore commesso nel corso delle qualifiche del sabato, l’olandese della Red Bull ha fatto tutto ciò che era in suo potere (e forse anche qualcosa di più) per cercare di presentarsi ad Abu Dhabi con dei punti di margine sul diretto rivale. Così però non è stato, e nonostante un coraggiosissimo ed esaltante doppio sorpasso nei confronti di Hamilton e Ocon e un azzardo strategico nelle fasi iniziali della corsa, il #33 ha visto definitivamente svanire il gruzzolo iridato che si era costruito nell’arco della stagione: ad Abu Dhabi, tra sette giorni esatti, i due grandi rivali per il Titolo si presenteranno a parità di punti. Sul podio del Gran Premio d’Arabia Saudita, con un sorpasso completato proprio nelle ultime manciate di metri, è poi salito Valtteri Bottas, che con la prestazione odierna ha permesso a Mercedes di mettere sostanzialmente le mani su un Mondiale Costruttori che sembra avere nuovamente preso la via di Brackley: il #77 ha beffato in volata un coraggioso Esteban Ocon, anche oggi protagonista di diverse scelte strategiche coraggiose, mentre al 5° posto si è piazzato un Daniel Ricciardo abile nel trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

6° un anonimo Gasly, mentre è stata battaglia vera – seppure per posizioni non del tutto blasonate – tra Charles Leclerc e Carlos Sainz. I due alfieri del Cavallino Rampante sono arrivati ai ferri corti in più di un’occasione, ma con grande correttezza e attenzione sono entrambi riusciti a concludere la gara e a portare in cascina punti importanti nella lotta che la Scuderia Ferrari sta combattendo contro McLaren nel Mondiale Costruttori. 9° è uno strepitoso Antonio Giovinazzi, che pur da appiedato porta a termine una grandissima gara al volante dell’Alfa Romeo Racing, mentre a completare la top ten provvede Lando Norris, a differenza del compagno di squadra penalizzato dal tempismo errato di alcune soste.

Appena fuori dai primi dieci troviamo Lance Stroll, che precede un abile Nicholas Latifi – 12° con una Williams che a Jeddah non era affatto un fulmine di guerra – e Fernando Alonso, deludente stavolta dopo il grande exploit di cui si era reso protagonista in Qatar. 14^ piazza per Tsunoda, che ha rovinato la propria gara entrando in collisione con Sebastian Vettel (ritirato per noie meccaniche a pochi giri dalla bandiera a scacchi), mentre chiude 15° Kimi Raikkonen, distante da Antonio Giovinazzi e anche lui reo di avere involontariamente colpito l’Aston Martin del tedesco nelle concitate fasi di lotta.

Tra coloro che fanno compagnia al #5, in un elenco dei ritirati piuttosto lungo e corposo, spicca il nome di Sergio Perez. Il #11 è stato con ogni probabilità il grande assente di questa domenica saudita, mancando l’appuntamento con il trenino dei primi per inserirsi nella lotta per il Titolo Costruttori e finendo impietosamente a muro dopo avere ignorato l’esistenza della Ferrari di Leclerc alla sua sinistra. Sfortunato è Mazepin, che “incorna” letteralmente Russell non riuscendo a frenare in tempo dopo che lo stesso #63 – anche lui ritirato – aveva inchiodato nel tentativo di evitare Perez, mentre un errore piuttosto grosso lo commette stavolta Mick Schumacher: è stato infatti il #47 il primo pilota a finire fuori dai giochi, con un botto in Curva 22 che oltre a causare l’esposizione della prima bandiera rossa ha letteralmente disintegrato (fortunatamente senza conseguenze fisiche per lui) la sua Haas VF-21.

Ora la Formula 1 cambia rotta e punta dritta verso Abu Dhabi. Lì, tra le luci artificiali di Yas Marina, si deciderà la stagione più intensa che la storia recente di questo magnifico sport abbia mai vissuto.

 


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