ATTUALITÀ | Economia | |

Export abruzzese, farmaceutico aquilano traina la crescita

Export
Crescono dell’8,3% le esportazioni abruzzesi nei primi sei mesi del 2026, raggiungendo complessivamente i 6,15 miliardi di euro.

Crescono dell’8,3% le esportazioni abruzzesi nei primi sei mesi del 2026, raggiungendo complessivamente i 6,15 miliardi di euro.

A trainare il risultato è soprattutto il comparto farmaceutico regionale, che supera i 2 miliardi di euro di export, con un incremento del 30,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Un ruolo centrale è ricoperto dalla provincia dell’Aquila, dove il farmaceutico vale circa 1,9 miliardi di euro, in crescita del 27,4%.

I dati emergono dal report realizzato per CNA Abruzzo dal Dipartimento di Studi socio-economici, gestionali e statistici dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara.

Lo studio rappresenta il primo atto di una collaborazione che prevede la creazione di un Osservatorio per consolidare il rapporto tra il mondo della ricerca e le imprese, con particolare attenzione alle piccole e medie realtà.

L’obiettivo è costruire uno strumento stabile per trasferire al sistema economico e sociale regionale le conoscenze prodotte in ambito universitario e mettere a disposizione dati, analisi e strumenti interpretativi a supporto dei processi decisionali.

Il gruppo di lavoro è coordinato dal responsabile scientifico Antonio Gattone, docente di Statistica, con la collaborazione di Iacopo Odoardi, docente di Politica economica, e Dario D’Ingiullo, docente di Economia applicata.

Dopo il farmaceutico, il comparto con il maggior valore di esportazioni è quello dei mezzi di trasporto, con 1,47 miliardi di euro, che registra però una flessione del 6,1% rispetto al primo semestre 2025.

Seguono i prodotti alimentari, con 496,3 milioni, i macchinari e apparecchi non classificati altrove, con 423,4 milioni, gomma, plastica e altri prodotti non metalliferi con 413,3 milioni, metalli e prodotti in metallo con 309,4 milioni e prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori con 247,7 milioni.

Tutti questi comparti, ad eccezione dei mezzi di trasporto, registrano una variazione positiva rispetto ai primi sei mesi del 2025.

Tra i settori in flessione figurano computer, elettronica e ottica, con un calo del 39,8%, e agricoltura, silvicoltura e pesca, in diminuzione del 12,6%.

Sostanze e prodotti chimici arretrano invece del 5,9%.

Tra gli incrementi percentuali più significativi, seppure su valori assoluti più contenuti, emerge l’estrazione di minerali, che raggiunge 13,6 milioni di euro con un aumento del 734,3%.

Crescono anche legno, carta e stampa, con un +20,7%, e gli apparecchi elettrici, con un +16,7%.

Il dato complessivamente positivo del semestre nasconde però una netta differenza tra i primi due trimestri dell’anno.

Tra gennaio e marzo le esportazioni regionali sono aumentate del 23,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre tra aprile e giugno si è registrata una flessione del 5,6%.

Differenze rilevanti emergono anche tra le quattro province abruzzesi.

L’Aquilano raggiunge 2 miliardi e 136 milioni di euro di esportazioni, contro 1 miliardo e 790 milioni dello stesso periodo del 2025, con una crescita del 19,3%.

Pescara registra l’aumento percentuale più elevato, pari al 30%, passando da 297,1 a 386,2 milioni di euro.

Sostanzialmente stabile la provincia di Chieti, con un incremento dello 0,1%, mentre Teramo cresce del 3,4%, passando da 908,8 a 939,5 milioni.

“L’export rappresenta una leva fondamentale di crescita”, commenta il presidente regionale di CNA Abruzzo e vicepresidente nazionale Bernardo Sofia.

“Come CNA Nazionale stiamo lavorando da tempo per accompagnare le imprese verso nuovi mercati, favorendo l’internazionalizzazione, promuovendo il Made in Italy”, aggiunge.

Per Sofia, i dati regionali rappresentano un segnale incoraggiante, ma indicano anche la necessità di rendere le opportunità legate ai mercati internazionali accessibili a un numero sempre maggiore di imprese.