di Maria Cattini – Chissà cosa avrà pensato la venticinquenne Giorgia Silveri, Dama della Bolla in carica, quando ha visto le foto di una sconosciuta indossare i suoi abiti e presentarsi al suo posto davanti alla prestigiosa platea internazionale dell’Expo di Milano. 
Forse anche grazie allo sconto riservato agli iscritti al partito di Renzi, accanto alla Dama ‘usurpatrice’ c’era il fior fiore della politica locale targata PD: il Sindaco dell’Aquila, Massimo “Volere Volare” Cialente, il fratello del Sindaco di Avezzano, Giuseppe Di Pangrazio, e l’ex assessore alle opere pubbliche, Alfredo “inaugura cose” Moroni. E, bisogna ammetterlo, con il solito menefreghismo, sono tutti riusciti a far finta di nulla. Anche perché, sotto il trucco e il parrucco della Dama, si nascondeva niente di meno che Luana Masciovecchio, fidatissima impiegata del Gabinetto del Sindaco già Dama della Bolla negli anni 90. Pazienza per la povera Silveri, lasciata a casa dopo essere stata ufficialmente “selezionata” per ricoprire la carica almeno per quest’anno e dopo essersi sgobbata la bolla per tutto il corteo della Perdonanza 2014. 

Insomma, verrebbe proprio da pensare che quando si tratta di viaggiare e di mangiare, come il tema dell’Esposizione 2015 suggerisce, al Comune dell’Aquila sono disposti a fare “Dame false”.
Probabilmente, per un’edizione dell’Expo che, invece di rilanciare l’immagine dell’Italia, ha fatto parlare la stampa internazionale più degli scandali, della corruzione, dei costi triplicati e dei ritardi, al Comune dell’Aquila l’unica idea pertinente sarà sembrata- sóla più, sóla meno- proprio quella di travestire una fedelissima di partito da Dama della Bolla ma senza Giovin Signore.
Anche perché cosa c’entrino le sfilate in costumi pseudo medioevali con il tema dell’Expo 2015, “Nutrire il pianeta, energia per la vita ”, rimane un mistero. I politici vorrebbero farci credere che grazie a queste improbabili delegazioni si fa del “marketing territoriale”, ossia si convincono i turisti a venire a L’Aquila. Per altri, sicuramente i “gufi” più maligni, si tratta invece della solita scusa buona solo per giustificare il solito viaggio “istituzionale” a spese dei contribuenti. Ci sono alcuni politici locali, come il presidente del Consiglio regionale Di Pangrazio, ad esempio, che in solo tre settimane dall’apertura, sono già due volte che fanno “una puntata” all’Expo di Milano. Viaggi a carico dei contribuenti e giustificati sempre, ovviamente, per tenere alta la bandiera dell’Abruzzo davanti a milioni di turisti stranieri che, evidentemente, non aspettano altro che avvistare e fotografare un esemplare di politico italiano tra i costosissimi capannoni ancora in costruzione.
Anche se al momento l’Ufficio Stampa dell’Expo di Milano continua a mantenere segreti i numeri dei visitatori, un cosa è certa: tra politici e finte dame, ai ristoranti dell’Esposizione universale non mancheranno clienti da sfamare. 

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