L’AQUILA – Nell’ultimo consiglio comunale, poi sciolto per mancanza del numero legale, si è fatto in tempo a discutere un ordine del giorno sull’area dell’ex opg di Collemaggio. A presentare l’odg Lorenzo Rotellini, consigliere comunale di L’Aquila Coraggiosa. In particolare si chiedevano informazioni sull’avanzamento del progetto del Parco della Luna e si chiedeva un coinvolgimento delle associazioni presenti a Collemaggio.
L’ordine del giorno è stato bocciato dalla maggioranza. Ma resta aperto il tema della riqualificazione dell’area. Al momento, ne avevamo già parlato tempo fa, ci sono 700mila euro nelle disponibilità del Comune per cominciare l’iter. Sono il 7% dei fondi stanziati, 10milioni di euro, con il Masterplan dell’allora giunta regionale di D’Alfonso. Quei fondi poi vennero dirottati nel 2020 a copertura del decreto Cura Abruzzo, insieme a quelli di altre 21 opere strategiche del territorio regionale.
Il definanziamento però non era definitivo e già all’epoca si prevedeva appunto che un 7% dei fondi di ciascun progetto fosse lasciato alle rispettive stazioni appaltanti per proseguire gli iter progettuali. A tre anni di distanza siamo ancora alle battute iniziali. Nel dicembre del 2022 è stata firmata un’intesa tra Comune e Asl per la cessione, da parte di quest’ultima, di sei palazzine per la realizzazione del progetto. Più recentemente è stato perfezionato un nuovo accordo tra Regione e Comune dell’Aquila per la concessione di quel 7%.
Cosa ne sarà dell’area però non è chiaro. A chiedere trasparenza sono anche le associazioni di Casematte che in una nota chiedono un progetto per “sviluppare le attività messe in campo da anni dall’esperienza di CaseMatte e dalle altre associazioni, tramite una destinazione socio sanitaria culturale che inverta il segno del manicomio e stimoli invece creatività e solidarietà.
Che vuole restituire gli ampi spazi, oggi abbandonati dell’area, alla città e in particolare ai giovani, che più di tutti ne hanno bisogno, per promuovere una cultura accessibile, il contrasto alla povertà educativa e alla violenza di genere, la prevenzione del disagio mentale, lo sviluppo dei propri talenti e l’avvio al mondo del lavoro.”
Nella risposta del vicesindaco Daniele si fa comunque riferimento, per lo “sviluppo delle fasi progettuali” a una “consultazione delle istituzioni ed associazioni operanti negli ambiti sociali e culturali eventualmente interessate dall’uso degli immobili”.
Certo è che l’area, a 14 anni da sisma, è in condizioni di totale abbandono e la situazione sembra peggiorare di anno in anno. Gli aquilani che la frequentano a passeggio sono tantissimi, nonostante l’immondezzaio in cui ci si imbatte. Il futuro dell’area riguarda tutta la città e tutti i cittadini dovrebbero poter dire la propria sul futuro di una delle più vaste aree pubbliche da riqualificare.









