Ex opg Collemaggio, spezzatino urbanistico post sisma

di Alessio Ludovici | 04 Gennaio 2024 @ 05:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Piano piano, seppur senza un’idea generale del luogo, si stanno ridisegnando funzionalità e caratteristiche della grande area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio di proprietà della Asl. L’ultima novità, se così si può definire, è la conferma da parte del Comune di voler costruire nell’area dell’ex psichiatrico, più precisamente nella collina che si trova tra il complesso di Rotilio e l’ex Accademia dell’Immagine, un polo scolastico da 21mila mq. Vi finiranno la Carducci, la De Amicis e l’infanzia di San Bernardino stante l’impossibilità, ha scritto il Comune in vari atti, di tornare nei siti pre sisma, inadeguati quest’ultimi da un punto di vista della sicurezza e della normativa scolastica vigente.

Sempre nell’area dell’ex ospedale psichiatrico, all’ex Accademia dell’Immagine, l’edificio più in alto del complesso, dovrebbe finire il Conservatorio Casella. L’edificio è stato acquistato nel 2022 dal Conservatorio. E’ iniziato un complesso iter di recupero, con un concorso di idee, ma se ne è saputo poco e ad oggi l’area, che sarà completamente adiacente al nuovo polo scolastico, è ancora abbandonata e senza lavori in corso.

Al lavoro, invece, c’è l’Arta che sta ristrutturando la palazzina B18 del complesso monumentale. Era l’ultimo edificio a sinistra. Il cantiere è a buon punto. Prima del sisma l’Agenzia per l’Ambiente aveva la sua sede a San Basilio. Nel 2020, quindi, il protocollo d’intesa per liberare San Basilio: lì nessun il vecchio edificio Aeta non sarà ricostruito e permetterà una migliore sistemazione dell’area.

Al B20, l’ex distretto sanitario, che è il palazzone più alto del complesso, lo si costeggia in macchina per raggiungere il canile sanitario, finirà il campus per l’innovazione del Gssi. Lavori aggiudicati – l’Usra ha fatto da stazione appaltante – e quasi al via. Lo Space and Earth Innovation Campus (SEIC), così si chiama il progetto a guida GSSI, prevede la realizzazione di un laboratorio per attività di ricerca applicata e sviluppo tecnologico in collaborazione con istituzioni pubbliche e imprese.

Continuano ad essere utilizzati parte degli edifici centrali del complesso, dove hanno sede i servizi veterinari, ma non solo, della Asl e varie strutture temporanee. In cima alla collina, ad esempio, si trova la Casa di Michele, di proprietà della Asl. E’ la sede del centro di riabilitazione per l’autismo. La struttura prefabbricata è frutto di una donazione del governo del Quebec. Poco vicino spicca la Turris Eburnea, la chiesa – ormai in stato di abbandono – costruita negli anni ’60 su progetto dell’architetto abruzzese Augusto Angelini.

Di tutto il resto si sa poco o nulla. Recentemente il Comune dell’Aquila ha iniziato l’iter di per la progettazione del Parco della Luna. Ci sono 700mila euro per la progettazione arrivati dalla Regione Abruzzo, ma i fondi per l’intervento non ci sono più: erano 10 i milioni di euro stanziati con il Masterplan di D’Alfonso, poi dirottati da Marsilio per coprire i decreti Cura Abruzzo durante l’emergenza pandemica.

Anche fuori dall’opg, il resto dell’area di Collemaggio è alla ricerca di un futuro. All’ex orfanotrofio, l’edificio che costeggia il prato antistante la Basilica, finirà la Casa delle Donne. Non si conosce il destino del grande e straordinario giardino che affaccia sulla a est sulla valle dell’Aterno, molto più bello del parco del Sole e che si trova proprio dietro l’orfanotrofio. L’orto botanico, di proprietà della Provincia dell’Aquila, dopo lunghe peripezie è stato affidato ad un’associazione socioculturale che dovrebbe occuparsi quanto meno di un suo ripristino ad area verde.

Tutta l’area intorno alla Basilica, vista l’esiguità degli spazi del solo Parco del Sole, resta comunque tra le più frequentate della città. I cittadini se ne sono riappropriati ben prima del sisma: podisti, sportivi o semplici passeggiatori, famiglie con bambini, studenti e giovani, conduttori di cani che non hanno luoghi degni di nota dover far sgambare i propri animali. La speranza, considerata l’assenza di un progetto complessivo di riqualificazione, è che i restauri e i progetti in corso non rappresentino una semplice lottizzazione dell’area trasformandolo in un quartiere come un altro. Andrebbero piuttosto salvaguardatele funzioni sociali e ambientali davvero uniche che la zona, seppur casualmente, custodisce.


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