Europee, cosa succede per la Commissione. La maggioranza Ursula esiste ancora? Le reazioni

E' il consiglio europeo a proporre il presidente della Commissione che l'Europarlamento vota

di Alessio Ludovici | 10 Giugno 2024 @ 11:01 | ELEZIONI
bruxelles
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L’AQUILA – A poche ore dalla chiusura delle urne il mondo politico fa i conti con le ripercussioni del voto. Tra gli aspetti più urgenti la composizione di una maggioranza nel nuovo parlamento europeo. L’uscente “maggioranza Ursula”, dal nome della Von der Layen che la guida alla presidenza della Commissione europea e composta da Ppe, socialisti e liberali in teoria esiste ancora all’interno dell’assise.

Ma l’avanzata di euroscettici e nazionalisti pone dei problemi a livello del Consiglio europeo. E’ proprio il consiglio, cioè i governi degli stati membri, a maggioranza qualificata, ad indicare il nome da far ratificare all’Europarlamento. In questo senso il quadro è totalmente stravolto con l’uscita di scena di Macron in Francia, dimissionario dopo la batosta di ieri, con il governo Scholtz in Germania fortemente indebolito e il ruolo preminente della Meloni, praticamente l’unico governo ad uscire indenne dalla competizione.

A luglio comincia peraltro il semestre di presidenza ungherese e le cose non sono andate benissimo neanche per Rutte in Olanda o per Sanchez in Spagna. La maggioranza Ursula dell’Europarlamento potrebbe non avere il sostegno necessario del Consiglio europeo, dove il Ppe contava una dozzina di esponenti, l’istituzione più decisiva della governance Ue. Il Ppe, comunque cresciuto, e la Von der Layen hanno ribadito di volersi rivolgere “prima” agli alleati della scorsa legislatura. Quel “prima” non esclude altre strade e maggioranze alternative in parlamento. Esponenti dell’Ecr, il gruppo della Meloni, hanno già aperto a un’ipotesi di coalizione differente. Ipotesi, lo ha specificato ieri il meloniano Donzelli durante lo spoglio, che esclude accordi con i socialisti e le sinistre.”

Esulta Fratelli D’Italia. I commenti di Sigismondi e Scimia

“I risultati elettorali – scrive Leonardo Scimia – confermano la crescente fiducia che gli italiani ripongono nel nostro progetto politico. I dati a disposizione evidenziano chiaramente il consenso verso il governo Meloni, il quale si sta affermando come punto di riferimento per le politiche nazionali ed europee.  Questo successo servirà per far essere l’Italia incisiva sulla scena internazionale e distingue il nostro paese come un faro di stabilità e forza tra le nazioni europee, una posizione che ci permette di giocare un ruolo da protagonisti nel contesto globale. Infine, il trionfo di Fratelli d’Italia a L’Aquila è un segno tangibile del nostro impegno e della nostra presenza sul territorio. Oggi torniamo ad essere il primo partito cittadino, superando la media nazionale e distinguendoci come il miglior capoluogo di regione di tutta la circoscrizione meridionale, nonostante fossimo l’unico partito di centrodestra a non esprimere candidati locali”. Per il segretario regionale Sigismondi, invece, “e elezioni europee segnano un grandissimo risultato per Fratelli d’Italia in Abruzzo che si conferma primo partito con il 33,33% dei consensi, rappresentando il miglior risultato di sempre nella nostra regione in termini percentuali. Prima della campagna elettorale avevamo posto come obiettivo soddisfacente la conferma della percentuale ottenuta in Abruzzo alle politiche, che era del 27,67%, ed è dunque motivo di grande compiacimento il superamento di tale soglia, oltre cinque punti percentuali. Il dato del partito in Abruzzo rappresenta il risultato più alto nel collegio elettorale del meridione e il terzo risultato più alto a livello nazionale dopo Veneto e Friuli. Il risultato di Fratelli d’Italia in Abruzzo, superiore del 4,5% rispetto alla media nazionale, dimostra l’apprezzamento che gli abruzzesi nutrono nei confronti del lavoro svolto dal governo Meloni, in Parlamento, in Regione Abruzzo e dalla classe dirigente locale. Importante anche il risultato del nostro giovane candidato Nicola D’Ambrosio che, al suo esordio in una campagna elettorale così importante, ha ottenuto circa 31.000 preferenze personali, piazzandosi nono nella lista di Fratelli d’Italia. Un risultato  ancor più significativo considerando che è stato superato solo da candidati provenienti da regioni più popolose e quindi teoricamente più avvantaggiate. A Nicola va un ringraziamento speciale per la straordinaria campagna elettorale condotta su tutto il collegio elettorale, cosi come ai giovani di Gioventù Nazionale e Azione Universitaria e a tutta la classe dirigente abruzzese per lo storico risultato conseguito”. 

ELEZIONI: GREGORI(FDI), 36% IN PROVINCIA DELL’AQUILA È MIGLIORE RISULTATO D’ABRUZZO

Un risultato eccezionale quello di fratelli d’Italia nella provincia dell’Aquila che con il 36% si attesta come prima provincia in Abruzzo e tra le prime in Italia. Il lavoro che stiamo svolgendo in modo capillare esalta una classe dirigente in grado di dare risposte adeguate in termini di risultati elettorali dove molti dei nostri comuni arrivano a raggiungere anche il 60% dei consensi verso il nostro partito. Un partito che continua a crescere sia in termini elettorali sia in termini di rappresentanza elettiva, con l’occasione rivolgo ai neo eletti, europarlamentari ed ai sindaci e consiglieri comunali della nostra provincia l’augurio di un buon lavoro. Lo afferma il coordinatore provinciale dell’ Aquila di Fratelli d’Italia, Claudio Gregori.

Sinistra Italiana: “Successo straordinario”

Sinistra Italiana L’Aquila esprime soddisfazione per il risultato raggiunto sia a livello nazionale dall’ Alleanza Verdi Sinistra che con un 6,72% quasi raddoppia il dato delle elezioni politiche di due anni fa, sia per il risultato locale in cui si registra il 5,25% regionale (+ 2% rispetto alle regionali di Marzo), il 4,55% in provincia dell’Aquila (+ 1,5% rispetto alle scorse elezioni regionali) e una tenuta sugli ottimi numeri che da diversi anni si riscontrano nel comune dell’Aquila (6,68%). Inutile negare che il quadro che ci fornisce l’Europa è preoccupante ed andrebbe analizzato con serietà, senza partigianerie: ad un forte ridimensionamento delle forze liberali corrisponde una crescita evidente di quelle di estrema destra, anche se non sfondano come si temeva, e se oggi il Presidente del Consiglio Meloni sorride, domani dovrà dirci da che parte si colloca; con i liberali escono sconfitti i partiti che maggiormente hanno sostenuto la linea dura sulla guerra in Ucraina, segno che l’Europa non ha bisogno di martiri per santificare il suo mito fondativo. In Italia le forze di governo reggono soprattutto grazie al risultato di Fratelli d’Itala, arretra il Movimento 5 Stelle che paga il prezzo di una conduzione divisiva e eccessivamente competitiva rispetto a quelli che dovrebbero essere i propri alleati, a tutto vantaggio del Partito Democratico e dell’Alleanza Verdi Sinistra. Vince ancora ed anzi si rafforza l’astensionismo, figlio di una società sempre più individualista e fluida che avverte le istituzioni lontane dalla politica: una società con bandiere ammainate, senza grandi sogni in cui credere e dove ognuno si salva da solo. Nell’analisi dei dati ci piace sottolineare il voto degli under 30 che al 16% scelgono Alleanza Verdi Sinistra e quello dei “fuorisede”, ossia quello dei “giovani che viaggiano, studiano, vedono altre realtà ed hanno a cuore il futuro e l’ambiente” che vede primeggiare la nostra formazione con oltre il 40% dei consensi. Andando ad approfondire il dato locale Eliseo Iannini, candidato per Forza Italia che ha investito non poco in queste elezioni, è undicesimo nella sua lista al collegio meridionale e Forza Italia, in provincia dell’aquila, è di poco sopra la media nazionale; undicesima è anche l’assessore Cucchiarella della Lega e sono lontani i tempi in cui il partito del Carroccio eleggeva europarlamentari aquilani, fagocitati come sono dal partito della premier. L’ottimo risultato che abbiamo ottenuto, sebbene in un quadro sicuramente non positivo, ci investe di una responsabilità ancora maggiore su diversi fronti. In primo luogo costruire le condizioni per una riscossa, a partire dalle prossime elezioni comunali a L’Aquila ma non solo a L’Aquila, sia puntando su una proposta politica forte e radicalmente alternativa a quella delle destre che governano attualmente, sia costruendo una classe dirigente riconosciuta e credibile che dia l’avvio ad una nuova primavera. Non secondario, per quanto ci riguarda, sarà un rafforzamento organizzativo: una forza del quasi 7% non è una forza del 3,6% e questo deve impegnarci in un’azione di radicamento territoriale che fino ad oggi non è stata particolarmente incisiva. Da queste elezioni europee usciamo con la convinzione e l’entusiasmo di un protagonismo necessario e senza timidezze, il dato raggiunto non è grano che mettiamo in cascina ma volano per crescere ancora di più, per coinvolgere persone nuove, magari giovani, e ridare un motivo di lotta a chi, in questi anni, si era rassegnato al presente. Ci rendiamo da subito disponibili ad incontrare chi volesse confrontarsi con noi per una miglior strutturazione della nostra formazione politica: apriamo i circoli, usciamo dal letargo, impegniamoci. 

Siamo in campo e siamo solo all’inizio.

Marinelli, Pd Abruzzo: “Risultato oltre le aspettative”

“Ci sarà tempo e modo per le analisi più approfondite, anche in attesa dei dati delle elezioni comunali, ma intanto a caldo è possibile fare alcune considerazioni sul voto delle elezioni europee. In Europa si registra, con qualche eccezione, un’avanzata della forze di destra e nazionaliste. È un trend preoccupante, non tale tuttavia da determinare stravolgimenti negli equilibri dell’europarlamento. Si tratta di un campanello d’allarme serio, che deve spingere le forze europeiste a essere più coraggiose sul cammino dell’integrazione e del rafforzamento dell’Unione, e le forze progressiste a proporre politiche più radicalmente alternative a quelle della destra, capaci di affrontare con determinazione i problemi delle persone sul piano economico, sociale, sui temi del lavoro, della salute, delle politiche pubbliche. Quando le forze progressiste e della sinistra parlano in modo più chiaro e credibile, ottengono un risultato. È successo al Partito Democratico, che ottiene un grande risultato, oltre le aspettative, segno di una ritrovata spinta e della credibilità che la segretaria Elly Schlein ha saputo costruire sin dal suo insediamento, con un profilo programmatico e politico più chiaro e più avanzato, a partire dai temi del lavoro e della sanità pubblica. È questa la ricetta per ricucire il rapporto con il nostro popolo. Bisogna continuare, anche con scelte di rinnovamento ancora più nette e coraggiose, per costruire intorno al perno del Partito Democratico una coalizione alternativa alla destra che governa il Paese. In questo contesto non fa eccezione l’Abruzzo, dove si conferma la crescita del Partito Democratico, pure in una elezione – quella europea – per noi storicamente più difficile per l’ampiezza del collegio e le condizioni di partenza più complesse per i candidati abruzzesi. Ha pagato la capacità di riorganizzare subito le fila dopo la sconfitta delle elezioni regionali di tre mesi fa, anche promuovendo in consiglio regionale un’attività di controllo efficace per fare emergere le enormi contraddizioni della destra che governa la regione. Il risultato di oggi del Partito Democratico ci conferma la responsabilità di architrave dell’opposizione a Marsilio. Non ci sottrarremo, rilanciando immediatamente sui temi più sensibili per la vita delle persone, a partire dalla sanità pubblica. Il risultato della candidata abruzzese Manola Di Pasquale è importantissimo e molto significativo. La sua campagna elettorale, non semplice, è stata forte, generosa, densa di contenuti e intensa sotto il profilo politico, capace di mobilitare la nostra comunità democratica. Manola è l’abruzzese più votata nella nostra regione e questo risultato rappresenta una grande soddisfazione per tutto il Partito Democratico regionale. La voglio ringraziare per l’enorme impegno e per la lealtà che anche in questa occasione è stata in grado di dimostrare, faro e modello per tutta la nostra comunità. Una passione vera, riconosciuta dagli elettori, che ha prodotto un risultato personale importantissimo. “

D’Eramo: In Abruzzo Lega cresce. Grazie a Salvini, suo impegno ci ha spinto a dare il massimo 

“Il risultato ottenuto dalla Lega in Abruzzo premia il lavoro del partito e dei nostri amministratori sul territorio, con una percentuale di consensi in aumento rispetto al dato delle elezioni regionali dello scorso marzo. Vera sorpresa di queste Europee è stata Laura Cucchiarella, che ha corso insieme al senatore Roberto Marti, che è stato fra i candidati più votati della circoscrizione Sud, anche in Abruzzo. Ringrazio ancora una volta il segretario federale Matteo Salvini per l’enorme lavoro portato avanti anche in quest’ultima campagna elettorale. Come sempre Salvini ha dato il massimo e con la sua forza ha spinto tutti noi a fare lo stesso”. Lo dichiara in una nota il segretario della Lega Abruzzo e sottosegretario al Masaf, Luigi D’Eramo.


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