EuroFabrique, selezionata l’Accademia di Belle Arti L’Aquila

A gennaio 2022 spesi 82,2 milioni di euro

di Redazione | 14 Febbraio 2022 @ 13:09 | CULTURA
l’Accademia di Belle Arti L’Aquila
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L’AQUILA  –  L’Accademia di Belle Arti L’Aquila, gemellata con l’École supériore d’art d’Annecy Alps, è stata l’unica accademia italiana a partecipare al progetto internazionale EuroFabrique, organizzato dalla Rmn – Grand Palais, dall’École des Arts Décoratifs e dall’ANdEA – Association nationale des écoles supérieures d’art come parte della Presidenza francese dell’Unione Europea che si è svolto dal 7 al 10 febbraio scorso a Parigi. Scopo del progetto EuroFabrique è stato quello di inventare forme atte a definire il continente europeo nel complesso contesto contemporaneo. Il progetto realizzato dall’École supérieure d’art Annecy Alpes e dall’Accademia di Belle Arti L’Aquila ha previsto lo scambio di piccoli oggetti di sopravvivenza tra una scuola e l’altra, oggetti che ciascun ricevente ha “attivato”, realizzando qualche cosa e rispondendo con un nuovo invio di oggetti. Questo scambio ha permesso di tessere relazioni irrazionali e immaginifiche tra persone straniere e sconosciute, preparando la loro fattiva collaborazione al Grand Palais Éphémère, dove sono state chiamate a costruire insieme un rifugio e a riflettere sul progetto artistico sviluppato insieme nel tempo, condividendo idee, parole, cibo, impegni, speranze. L’idea alla base del progetto è di costruire ogni riflessione politica solo a partire dal sentire del corpo, che vive, pensa, si fa un’idea silenziosamente e continuamente. Questo lavoro di comunicazione e di conoscenza tra persone sconosciute è stato un nodo di riflessione durante il dibattito, che si è tenuto mercoledì mattina tra tutti i partecipanti al progetto in presenza e on line. Una fantastica, intensa esperienza di relazioni umane e professionali è nata dall’incontro tra Roxane-Lola Hoin, Laura Millet, Camille Martin, Quentin Gilbert, Lou Lombard, Lara-Lisa Coppola, Mathis Fer, Remy Bender, guidati dai professori Julie Portier e David Zerbib, e Riccardo Rufini, Federico Battisti, Stefano Ventilii, Valentina Ricci, Claudio Di Domenico Maladestra, in connessione on line con Lucia Cantò, Sara Cecconi, Diana De Luca e Chiara Di Carlo e con la professoressa Margherita Morgantin. “E’ stata un’esperienza importantissima per i nostri studenti – ha dichiarato la Direttrice di ABAQ Maria D’Alesio – perché si sono confrontati con i loro coetanei europei ed hanno costruito insieme un’opera d’arte che è un vero e proprio invito al dialogo e all’accoglienza. L’Accademia di Belle Arti dell’Aquila ritiene fondamentali offrire queste esperienze formative ai propri allievi perché servono, non solo ad arricchire il loro bagaglio culturale, ma anche e soprattutto ad accrescere le loro capacità di confronto con l’altro”. La mostra – Il 10 febbraio scorso è stata inaugurata la mostra EuroFabrique il rifugio del dialogo è stato preparato esponendo tutti gli oggetti di sopravvivenza, materiali e materiali, che gli studenti d’Annecy Alps e dell’Aquila si sono scambiati e hanno “attivato” durante tutto il periodo di sviluppo del progetto. Il rifugio del dialogo è stato approntato con tutti gli oggetti di sopravvivenza che gli studenti d’Annecy Alps e dell’Aquila si sono scambiati nei mesi precedenti: una bobina per cavo elettrico su cui è stata arrotolata una coperta di sopravvivenza, pneumatici e della corda; la fotografia del “Le Refuge du Cadre” dentro una cornice in legno; una bandiera bianca; un mantello con cappuccio in telone imbottito di pelliccia; una chiavetta USB contenente la registrazione audio degli ululati dei lupi dell’Aquila presa da Diana De Luca e la registrazione audio di un racconto raccolto da Sara Checconi a proposito di un’antica usanza delle balie di Orvieto di donare gratuitamente il proprio latte; un video girato in corsica negli anni settanta, in cui si cantano canzoni in lingua corsa; una baguette, che nasconde al suo interno un piccolo dipinto con i colori della Francia e dell’Italia mescolati insieme; una bottiglia di GENEPì; un testo scritto da Diana De Luca; un testo poetico di Stefano Ventilii e Sara Checconi; un flacone di olio essenziale per sogni profetici; una “rivendication bag” con citazioni dell’artista cherockee Jimmie Durhan sul multiculturalismo; un cuore rosso con l’insegna della Polizia di frontiera alpina; le tazze in metallo con inciso il nome di ciascuno studente; un portamonete di fortuna costruito da un cartone di succo di frutta; due scarpe con la suola in gomma; la canzone di Caparezza “Voglio stare bene” inviata da Chiara Di Carlo per essere interpretata in qualsivoglia modo (diventerà un karaoke); una “coppa dell’amicizia” in terraglia; una moderna “coppa dell’amicizia” costruita legando insieme sei bottiglie di birra. L’ultimo oggetto è un foglio di carta bianco chiuso in un tubo e “disegnato” durante il viaggio da un carboncino collocato al suo interno. Questo oggetto è stato “attivato” da Claudio Di Domenico, Federico Battisti e Stefano Ventilii facendone la base di un gioco di loro invenzione, con cui hanno coinvolti gli studenti degli altri padiglioni. Molteplici le conoscenze strette durante i quattro giorni al Grand Palais Éphémère: lo scrittore e giornalista italo-svizzero GIULIANO DI EMPOLI; LIVIO RIBOLI SASCO, fondatore dell’associazione Paris Montagne e dell’Atelier des Jours à Venir nonché ideatore del programma “Science Accademy”; BENEDICTE SAVOY, docente del College de France e incaricata dal Ministro Macron di studiare la questione delle restituzioni ai paesi d’origine del patrimonio africano; CHUZ MARTINEZ, curatrice, conservatrice e storica dell’arte, direttrice dell’Istituto d’arte alla FHNW Academy of Art and Design di Bâle e dello spazio espositivo dell’istituto Der Tank.

 


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