Etichetta allarmistica sul vino, Imprudente: “condivido la preoccupazione del mondo vitivinicolo”

di Redazione | 23 Gennaio 2024 @ 10:49 | POLITICA
Montepulciano
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L’AQUILA – “Condivido la posizione di netta contrarietà, assunta da produttori, enologi ed agricoltori, alla proposta di introdurre un’etichetta allarmistica sulle bottiglie di vino. Al contrario, occorre proporre un modello di comunicazione basato sull’importanza del consumo responsabile e moderato”. Così, il vice presidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, durante la presentazione del libro “Sorsi di salute” del prof. Michele Scognamiglio, specialista in scienza dell’alimentazione, biochimica e patologia chimica, che si è tenuta nei giorni scorsi a L’Aquila, in occasione della cerimonia di premiazione del Concours Mondial de Bruxelles 2023, dedicato alle migliori produzioni enologiche a livello internazionale.

Partendo dalla composizione del vino e dalla biochimica dei suoi aromi, il testo descrive gli effetti benefici dei polifenoli, ed in particolare del resveratrolo sull’organismo, ponendo nel contempo in risalto i danni causati dall’abuso di alcol. Viene posto l’accento sulla biodiversità molecolare che fa del vino, da un punto di vista chimico, una matrice estremamente complessa, in cui accanto a piccole quantità di alcol coesistono una moltitudine di molecole bioattive, che seppur in concentrazioni limitate, possono attivare o potenziare una serie di vie metaboliche di fondamentale importanza per la salute ed il benessere.

“In qualità di assessore all’Agricoltura e vice presidente di una Regione che negli ultimi anni ha conosciuto una esponenziale crescita qualitativa dei propri prodotti enogastronomici, sempre più apprezzata in ambito nazionale ed internazionale – continua Imprudente – condivido le preoccupazioni del mondo vitivinicolo per questa ondata di neoproibizionismo che può arrecare danni ingenti a tutto il comparto. Mi impegno dunque sin d’ora – conclude il vice presidente – a portare il nostro modesto contributo alla formulazione di una proposta sul bere responsabile che possa tutelare una filiera che si traduce in una delle principali voci del nostro agroalimentare”.


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