Essere sindaco non autorizza a pubblicare immagini sensibili sui social

di Redazione | 25 Giugno 2021 @ 06:00 | LA LEGGE E LA DIFESA
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Ancora social, garante e contenuti sensibili. Questa volta a finire nel mirino del Garante della privacy è il profilo social di un sindaco. Primo cittadino punito con una sanzione di 50mila euro per aver diffuso dalle pagine social immagini e video di minorenni, anche disabili, presunti autori di trasgressioni.

Il Garante, con provvedimento n. 197 del 13 maggio 2021, ha chiarito un principio essenziale: essere sindaco non autorizza a pubblicare materiali sensibili, neanche per denuncia. 

Il sindaco si era giustificato asserendo che lo scopo dei post era denunciare delle situazioni di degrado e che nel farlo perseguiva un interesse pubblico connesso all’esercizio della proprio funzione. 

Il Garante ha bocciato la linea difensiva del sindaco. Non esiste una norma o di atti interni del comune diretti a contemplare l’utilizzo dei social network nell’ambito del perseguimento di finalità connesse all’esercizio di compiti di interesse pubblico, ha spiegato il Garante. Le pubbliche amministrazioni sui social non sono dispensate dal prendere a riferimento solide basi normative. Le istituzioni e gli enti locali dovrebbero adottare un regolamento interno che disciplini l’apertura e l’utilizzo di profili istituzionali o di amministratori e dirigenti. Aprire un profilo senza i necessari atti preparatori e regolatori porta inevitabilmente ad esporsi a contenziosi e sanzioni.


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