Esame avvocato: in Italia solo il 35% passa gli scritti, il 42% tra gli aspiranti aquilani

Il Presidente dell'Ordine dell'Aquila, Maurizio Capri: "Orali in presenza"

di Alessio Ludovici | 03 Settembre 2020, @08:09 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Solo il 35% degli aspiranti avvocato ha superato l’esame scritto per l’abilitazione forense. I risultati sono stati resi noti stamattina e hanno scatenato la reazione di tanti candidati. i dati, di sicuro, non sono omogenei, in alcune sedi si tocca il 60% di promozioni, in altre, come Genova e Trieste addirittura si scende sotto il 30%, Caltanissetta è sotto il 25%.  L’Aquila si trova circa a metà “classifica”, con un 42% di ammessi, 149 su 351. I loro elaborati sono stati corretti da una commissione di Brescia. Mentre all’Aquila si sono corretti gli elaborati della sede di Messina

“La correzione da remoto non è uniforme”, spiegano sui social molti di loro, “e la tempistica per le correzioni è stata quantomeno singolare, ben otto mesi”. Per migliaia di candidati che aspettavano da mesi l’esito, dopo i rinvii per il covid-19, il sogno per il momento si infrange. Meno di quattro su dieci, come detto, un risultato molto al di sotto degli anni passati. 

I dubbi arrivano anche dalle associazioni dei praticanti, come l’Aipavv secondo la quale l’alto tasso di bocciati “testimonia il fallimento di un sistema di verifica anacronistico e che presta da sempre il fianco a numerose illegittimità”. Dubbi espressi anche da un’altra associazione, “Libera e Giovane avvocatura“. Di diverso avviso l’Aiga, l’associazione giovani avvocati, secondo la quale, benché sia necessaria una riforma, le vie giudiziarie andrebbero evitate: “non abbiamo riscontri di anomalie” ha dichiarato il presidente Antonio De Angelis. 

“Si viene bocciati – spiega l’Aipavv al Sole24ore – ma i commissari d’esame non devono neanche spiegare il perché con due righe di motivazione”. L’associazione presenterà un ricorso per violazione delle norme comunitarie in merito all’accesso alla professione, la normativa di riferimento italiana, ricordano, non è ancora entrata in vigore.

Gli orali invece si faranno nelle proprie sedi di appartenenza, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati dell’Aquila, Maurizio Capri ha assicurato che si svolgeranno in presenza e nel rispetto delle norme di prevenzione anti-coronavirus. “Non ho elementi per poter giudicare le voci di possibile ricorso”, ha aggiunto Capri in merito alle proteste di queste ore. 
Un punto più netto lo ha messo il presidente della commissione centrale per gli esami di abilitazione, Alberto Marchesi, che ha preferito non commentare gli annunciati ricorsi, aggiungendo però che “non corrisponde al vero l’accusa di superficialità nelle operazioni di correzione in quanto le singole commissioni si sono attenute a precisi criteri di valutazione, che la commissione centrale ha elaborato e pubblicato prima che si tenessero le prove scritte».  
“Per quanto riguarda il ritardo nelle correzioni, – ha aggiunto Marchesi – certamente hanno risentito, come tutto il paese, dell’effetto emergenza sanitaria, che ha imposto, per legge, il blocco del lavoro per due mesi.”


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