Enigmistica galeotta. Pescara capoluogo d’Abruzzo. Ma…passi!

di Redazione | 28 Aprile 2022 @ 06:00 | RACCONTANDO
enigmistica
Print Friendly and PDF

E’ un gioco, ma ha regole precise, proprio come gioco; e, quindi è uno schema di relazione tra contendenti: nel caso, tra il giocatore e la proposta ludica. Il riferimento è a La Settimana Enigmistica: con un target quanto ampio tanto serio. Posso definire “serio”, non accigliato o snob il “consumatore” medio del periodico? “Serio” e “ consumatore”, perché, in quest’accezione, fruitore “consumato” ossia “competente” e “smaliziato”; ma, per “serietà”, soprattutto, pubblico “rigoroso” e “”parametrato” ossia conscio di regole ed eccezioni del bene in uso.

La premessa mi appare obbligatoria  – non tanto e non solo per determinarmi nella successiva esposizione –  piuttosto perché vorrei dimostrare che violazioni al gioco tra giocatori fanno sempre saltare lo schema ludico, condannando ad un fallimento operativo contendenti e perimetro di contesa. Anche quando può proporsi minima e marginale l’irregolarità ludica, che basterebbe risolvere  – secondo taluni –  con altrettanto infimi ed esigui ritocchi alla sbavatura registrata. Antepongo così immediatamente il carro davanti ai buoi, nel tentativo di sottrarmi ad osservazioni e contro deduzioni al mio  – spero corretto; sicuramente, leale –  argomentare. Il cui abbrivio esplicativo è nel n.ro 469 della citata raccolta, anno XCI, data 31 marzo 2022, a pag. 24 , dove si trova il gioco denominato «Cornici concentriche», siglato nel caso “Akh”.

E nella prima cornice dello schema, alla definizione B, il candido quesito: «Capoluogo dell’Abruzzo». Senza farla lunga, l’unica risposta, ancorché errata, accettata dal gioco è: “Pescara”, che si incastra perfettamente con il resto della simpaticissima prova a quiz. Insomma, uno svarione, nemmeno troppo grave: a) se si sta a numerosi precedenti; b) a possibili ambiguità, che Statuto e Regolamenti regionali potrebbero scatenare in chi a corto di conoscenze geopolitiche indirette oppure in situ. Senonché un gioco, con schema preciso e giocatore rigoroso, non è più tale proprio perché, nel caso, porta ad un fallimento operativo, come anticipato, della connotazione “serio” e della figura “consumatore”.  Se non ci si ferma a questa constatazione, si può, però, supporre che lo svarione non è sanabile con un semplice errata-corrige. Senza quell’errata risposta salta, infatti, l’intera architettura del giochino, che andrebbe pertanto completamente ricostituito su nuovi item e nuove definizioni.

Dunque, errore consummatum est, nel senso che non c’è verso di sanarlo. Magari sarebbero gradite le scuse della Redazione. Certo, una squisitezza da galateo e pure misura deontologica, se non alternativa a termini di legge. Ma si rimarrebbe nel solco del predetto consummatum est: proprio quell’inestricabile cappio, che  – io credo –  è stato annodato dalle nostre stesse mani insipienti. Nel senso che Pescara-L’Aquila (pur nella diade inversa)  rimane una consuetudine, un’alternativa ormai largamente praticata ed accolta, magari in versioni ridisegnate o riaggregate. Contrariamente a quel che prescrive perfino la regola fondamentale del gioco, quella che, in apertura, è stata sintetizzata in “serietà” e “consumo”, ovvero “acribia” ed “equilibrio domanda-offerta”.

E’ vero la politica, che ci abitua alla negoziazione, consiglia quasi sempre con successo composizioni per superare la contrapposizione alternativa. Ma anche questo apprezzabile spirito di servizio tradisce il sostanziale profilo del gioco: «Scusi, lei mi ama oppure no?»  – Mah, io non lo so, però ci sto!                                                       


Print Friendly and PDF

TAGS