Energy Switch: assistenza legale alle vittime della banda smantellata dalla Polizia

Bisogna rafforzare le difese contro il telemarketing selvaggio

di Redazione | 02 Luglio 2024 @ 05:29 | LA LEGGE E LA DIFESA
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Sono numeri importanti ed allarmanti quelli che emergono dal bilancio di Energy Switch, l’operazione con cui Polizia di Stato e Polizia albanese hanno azzerato una rete internazionale di criminali che ha attivato contratti di luce e gas mai richiesti. L’associazione Codici sta seguendo la vicenda, pronta a fornire assistenza alle vittime.

“Prima di tutto è doveroso rivolgere un plauso alle forze dell’ordine per questa operazione – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, particolarmente ampia e complessa. Abbiamo attivato i nostri Sportelli per fornire tutta l’assistenza necessaria alle vittime. Quello che sta emergendo è uno schema che, purtroppo, potremmo definire ormai classico. Ci sono call center senza scrupoli che vanno a caccia di clienti, tempestandoli di telefonate, insistenti ed a volte dai toni anche aggressivi. Registrando la voce della vittima durante la chiamata e poi manipolandola con programmi appositi, si trasforma una risposta affermativa nel consenso all’attivazione del contratto. La vittima scopre il raggiro quando riceve solleciti di pagamento per bollette salatissime. Sono casi sempre più frequenti e per questo l’operazione Energy Switch è importante, perché ha permesso di sgominare una rete ramificata e di bloccare una truffa dai numeri rilevanti”.

Come riferito dalla Polizia di Stato, i raggiri compiuti dagli indagati partivano da numerose ed insistenti telefonate con cui venivano raccolti i dati delle vittime, convinte di parlare con dipendenti di Arera o di compagnie energetiche con cui avevano stipulato regolari contratti per la fornitura di luce e gas. Chiamate effettuate con la scusa di fantomatici lavori stradali che avevano troncato cavi elettrici o tubi del gas, danni a causa dei quali si rendeva necessaria l’attivazione temporanea di un nuovo contratto con un operatore “convenzionato”. Quando non riuscivano a persuadere la vittima, gli indagati utilizzavano i dati acquisiti durante le telefonate per attivare ugualmente il contratto, apponendo firme false in calce alla documentazione cartacea. In altri casi, quando la procedura di attivazione richiedeva una registrazione vocale, la voce della vittima, registrata durante la telefonata, veniva manipolata ad arte con editor audio o con app di intelligenza artificiale affinché si potessero udire, pronunciati dall’ignaro utente, i necessari dati personali e i vari “sì” in risposta alle domande dell’operatore telefonico incaricato di raccogliere il consenso.

Solo dopo alcuni mesi, le vittime, ignare di aver sottoscritto un contratto con una nuova compagnia energetica, si vedevano recapitare salatissimi solleciti di pagamento per bollette non pagate. A quel punto iniziava il calvario delle innumerevoli telefonate, dai toni sempre più aggressivi ed intimidatori, con cui sedicenti addetti al recupero crediti richiedevano il pagamento dell’insoluto. In diversi casi, accertati nel corso delle indagini, tali richieste si trasformavano in vere e proprie estorsioni, come riferisce sempre la Polizia di Stato.

I consumatori vittime di questa truffa possono rivolgersi all’associazione Codici per richiedere assistenza legale.


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