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Energia in Abruzzo, Taglieri (M5S): “Rinnovabili ferme, la Regione punta sul gas”

Energia in Abruzzo, Taglieri (M5S): “Rinnovabili ferme, la Regione punta sul gas”
«In Abruzzo la transizione energetica verso le fonti rinnovabili, l’indipendenza energetica e la riduzione delle bollette è ferma per una precisa scelta politica».

«In Abruzzo la transizione energetica verso le fonti rinnovabili, l’indipendenza energetica e la riduzione delle bollette è ferma per una precisa scelta politica». È l’accusa lanciata dal consigliere regionale Francesco Taglieri, capogruppo del Movimento 5 Stelle, che denuncia l’assenza di investimenti regionali nel settore energetico durante i sette anni di governo della destra.

Secondo Taglieri, la Regione non avrebbe destinato “neppure un euro” a un comparto strategico per il futuro economico, sociale e ambientale dell’Abruzzo, continuando invece a favorire le multinazionali del gas, mentre famiglie e imprese sono schiacciate da costi energetici sempre più elevati.

L’interpellanza in Consiglio e la critica alla Giunta

Le dichiarazioni arrivano a margine dell’interpellanza discussa in Consiglio regionale sulle criticità strutturali dei progetti di ricerca ed estrazione di idrocarburi e, più in generale, sulla politica energetica regionale. Un confronto che, secondo il capogruppo M5S, ha riportato al centro del dibattito i rischi ambientali, economici e sociali legati alla prosecuzione delle attività estrattive in una regione fragile dal punto di vista idrogeologico e sismico.

«Dalla risposta del consigliere delegato Campitelli – afferma Taglieri – è emersa con chiarezza l’assenza di una visione credibile sulla transizione ecologica ed energetica. Al di là degli slogan, non è arrivata alcuna risposta concreta su come affrontare nell’immediato l’emergenza dei costi energetici che colpisce cittadini e imprese».

Rinnovabili e comunità energetiche dimenticate

Nel mirino del Movimento 5 Stelle finiscono anche le scelte tecnologiche indicate dalla maggioranza. «Si continua a evocare soluzioni ancora lontane o economicamente insostenibili, come l’idrogeno o addirittura il nucleare – prosegue Taglieri – mentre si ignora deliberatamente l’opportunità di investire in strumenti già maturi ed efficaci come il fotovoltaico e le comunità energetiche».

Emblematico, secondo il capogruppo M5S, è il destino della legge regionale sulle Comunità Energetiche, approvata tre anni fa su sua iniziativa e mai finanziata. «Una legge rimasta lettera morta – sottolinea – che ha lasciato senza supporto famiglie e imprese che avevano scelto di investire nell’autoproduzione di energia».

Gas, rischi ambientali e modello di sviluppo

Sul fronte dell’estrazione di idrocarburi, Taglieri evidenzia ulteriori criticità. «L’Abruzzo è un territorio ad alta sismicità, con diffusi fenomeni franosi e una costa già duramente colpita da erosione e sommersione marina. In questo contesto – afferma – le attività di estrazione di gas rappresentano un ulteriore fattore di rischio, anche alla luce dei fenomeni di subsidenza registrati in altre aree del Paese».

Una strategia che, secondo il consigliere regionale, contrasta con la vocazione naturale ed economica della regione, fondata su turismo, agricoltura di qualità, tutela della biodiversità e manifattura.

Costi-benefici e la sfida del futuro energetico

A rendere la scelta sul gas ancora più discutibile, per Taglieri, è il rapporto costi-benefici. «Il gas presente nel sottosuolo del Centro Italia rappresenta circa l’1% delle riserve nazionali, una quantità del tutto marginale rispetto ai potenziali danni ambientali ed economici», afferma.

Secondo il capogruppo M5S, continuare a puntare sulle fonti fossili significa condannare l’Abruzzo a un modello di sviluppo arretrato, mentre l’Europa e il resto del mondo stanno andando in tutt’altra direzione. Taglieri richiama infine l’esperienza della battaglia contro Ombrina Mare come dimostrazione concreta che un percorso alternativo è possibile, basato su rinnovabili, efficienza energetica e comunità energetiche.