Enduro, l’aquilano Adriano Bellicoso campione italiano Under 23. Con qualche sogno nel cassetto

di Alessio Ludovici | 23 Settembre 2022 @ 06:44 | SPORT
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L’AQUILA – In bacheca uno scafoide e due clavicole rotte e qualche trauma minore, il minimo sindacale per chi fa enduro come Adriano Bellicoso: ma ora c’è anche un titolo di Campione italiano della classe Junior 300, vinto all’ultima gara a Piediluco e che si aggiunge a un campionato regionale e altri trofei collezionati in carriera. Aquilano, la passione per i motori gliela ha trasmessa il padre, noto commerciante e camiciaio – “ma non mi ha mai forzato” – e la passione l’ha portato già a risultati importanti.

Il primo kart è arrivato a 3 anni ma il divertimento non era abbastanza.  Con due ruote invece il divertimento è assicurato e la passione è esplosa. A quattro anni la prima moto e a otto – nove anni le prima garette, di li in poi non si è mai fermato. A 16 anni è arrivato il primo titolo di campione italiano. A volte, ci racconta Adriano, c’è da fare sacrifici, rinunciare a qualche uscita con gli amici, a una vacanza, ma ne vale la pena.

Più difficili gli allenamenti. All’Aquila gli anelli per allenarsi seriamente non ci sono e ogni fine settimana, o  più semplicemente ogni volta che può, Adriano parte per raggiungere la provincia di Chieti dove ha base anche il suo team, la DG Racing che lo accompagna ormai da qualche anno. 

Da fresco campione italiano under 23 di Enduro, Adriano pensa comunque alle priorità della vita, il lavoro innanzitutto, poi non si sa mai.  Perché i sogni nel cassetto, in fondo, sono quelli di qualunque endurista, un mondiale o partecipare alla “sei giorni”, l’equivalente delle olimpiadi per gli enduristi. A più stretto giro c’è qualche campionato assoluto in programma ma intanto, questo ottobre, c’è il Trofeo delle regioni – “Questa volta vogliamo vincere” – dove sarà raggiunto dall’altro aquilano protagonista di questo sport, Niccolò Paolucci recente campione italiano nella classe 125 Junior.

L’enduro è disciplina poco nota. Diversamente dal motocross, dove si corre su piste create ad hoc, l’enduro si svolge su tracciato molto più accidentati, tra boschi, rami, pietre e dirupi: a vederli c’è da chiedersi come facciano a rimanere in piedi. 

Nell’ultima gara del campionato, a Piediluco lo scorso 17 settembre, quella che lo ha laureato Campionato Italiano Enduro Under23,  hanno affrontato tre giri su un anello di circa 40km, ognuno dei quali con due prove speciali, un Enduro Test ed un Cross Test. Un campionato iniziato a maggio, articolato in cinque tappe che hanno determinato la classifica finale a punti. 

I sacrifici di Adriano ovviamente sono anche economici e ci tiene a ringraziare tutto un mondo di appassionati che lo aiutano, da Davide Di Gregorio, presidente della DG Racing, ai compagni di team, e ancora il concessionario Eolo Bucci, il meccanico Massimo Tomei e gli sponsor che danno una mano a portare avanti la passione. 


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