Emergenza Ucraina, L’Aquila accoglie le cicliste e i ciclisti in fuga

di Marianna Gianforte | 11 Marzo 2022 @ 06:00 | CRONACA
nazionale ciclismo under 23 e juniores ucraina
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L’AQUILA – Le parole si spezzano in gola, la voce è quella tesa di chi prova una forte preoccupazione, e di chi non dorme ormai più da 15 giorni. Il giovane ciclista che viene da Dnipro non riesce ad andare oltre le poche frasi, ringrazia, e dice che il suo pensiero è tutto solo per i famigliari, rimasti in Ucraina, sotto le bombe, senza cibo nè medicine, sotto terra, nascosti, come topi, e, dice:

“Spero che sopravvivino e che potrò tornare ad abbracciarli”.

Anche il mediatore linguistico interrompe più volte la traduzione dei racconti e delle testimonianze dei giovani e delle giovani, fa fatica a parlare, anche lui ucraino, e piangendo traduce le parole di una ciclista poco meno che 23enne, dai capelli raccolti in una coda pratica e poter lasciare rapidamente la Turchia:

“Sono rimasta scioccata da questa vicenda, io non so quale sarà il destino e il futuro dei miei famigliari, dei miei genitori. Ho sentito mia sorella e mia mamma due o tre giorni fa e poi più nulla. A Donetsk la situazione è molto difficile. Spero che finisca tutto il più presto possibile e che tutti restino vivi, sani e salvi. E che viva l’Ucraina”. 

In un bunker, nascosti, anche i famigliari di un altro giovane atleta:

“In questo momento i miei genitori, amici e colleghi atleti sono tutti nascosti nei bunker, sottoterra, perchè il mio paese, Chernihiv, è sotto i bombardamenti e sono tutti senza corrente elettrica e senz’acqua, la situazione è molto difficile. Sono molto contento di essere in Italia, ringrazio tutti, la federazione e spero di poter continuare a correre e ottenere ugualmente ottimi risultati nonstante tutto”.

Sì, la speranza, la rincorsa del sogno nonostante il mostro della guerra che è uscito dal libro dell’orrore e si è materializzato, e che in questo momento ha un nome e un cognome.

 

Eccolo il gruppo spaurito dei 24 tra atleti e atlete (e dei loro accompagnatori) della nazionale ucraina di ciclismo Under 23 e Juniores: sono sani e salvi per il solo motivo che quando l’invasione russa ha bussato alle porte delle loro città, erano in Turchia. E’ “grazie” allo sport se ora possono avere una via di fuga “privilegiata”, se così si può dire, rispetto ai tanti altri che in Ucraina sono in trappola come criceti, sottoposti allo strazio della fame e della sete quando non colpiti direttamente dai razzi, com’è successo ieri a Mariupol, dove sotto le macerie di un ospedale pediatrico colpito e distrutto dai russi ci sono decine di morti (bambini e mamme in travaglio).

L’arrivo all’Aquila ieri sera, intorno alle 21,40, su un autobus del trasporto pubblico abruzzese, e tappa al centro per il volontariato, in via Campo di Pile, dove ad aspettarli c’era anche l’assessore alle Politiche sociali Francesco Bignotti. Una giornata trascorsa quasi interamente in viaggio. Al centro per il volontariato si sono rifocillati e hanno partecipato a un ‘punto stampa’ con Liris e Biondi. Partenza dalla Turchia, atterraggio a Fiumicino poco prima delle 18, ad accoglierli l’assessore regionale allo Sport e vicepresidente della Regione Guido Quintino Lirs e il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che li hanno ‘scortati’ sino all’Aquila. In città potranno vivere e recuperare un pezzetto d’illusoria serenità, riprendere ad allenarsi con le loro bici trasportate ben inscatolate e imballate nei grandi scatoloni dai quali quasi non si separavano un attimo, ultimo appiglio a quella normalità sparita dentro a un incubo.

“Una grande dimostrazione di solidarietà da parte della Regione Abruzzo – ha commentato Liris -, che in poco meno di 24 ora ha saputo rispondere alla chiamata della federaziona ita ciclosmo nei confronti di un popolo che sta soffrendo. Anche il popolo abruzzese ha dovuto soffrire la mancanza di una casa e sa cose vuol dire poter alleviare il dolore e i dsetimenti, sperando di poterli far sentire meno tristi e meno soli”. Liris ha poi ricordato che quella di ieri è stata “soltanto una dimostrazione di solidarietà. L’Abruzzo e L’Aquila offriranno accoglienza anche alle atlete afghane, cicliste che stanno anche loro soffrendo per la fuga dalla gerra e saranno ospiti all’Aquila, dove potranno continuare la loro vita e la loro passione, saremo accanto a loro perché hanno gli occhi e la mente rivolti alla loro terra”.

Per il sindaco Biondi:

“L’Aquila è una città accogliente e solidale  che sa cosa vuol dire restare senza casa e senza nulla. Lo abbiamo fatto nelle settimane passate per le famiglie afghanee e siamo pronti a fare la nostra parte in ogni circostanza, per restituire al mondo un pezzo della solidarietà che ha mostrato a noi nell’immediato post sisma e nei tanti anni della ricostruzione. La popolazione aquilana ha risposto in modo straordinario alla chiamata di solidarietà per i cittadini e le cittadine ucraini e domenica abbiamo dovuto interrompere diverse ore prima del previsto la raccolta a piazza Duomo”.


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